Saggezza Divina, Massime, Perle di Vita
Sento spesso dire che le situazioni... non cambiano,
che le speranze ed i sogni non si avverano mai. Che assurdità!
Tutto accadrà, tutto muterà. Bisogna solo imparare a saper aspettare,
a godere di ciò che ancora non si possiede. Ed inoltre:
si è proprio sicuri di essere pronti ad avere quello che si reclama?
(OM car)
Sii un ricettivo imbuto in attesa,
non una impaziente ed irriverente protuberanza.
(OM car)
Il mantra è come un utensile,
se adoperato al meglio può disintegrare anche la pietra più dura.
(OM car)
Le regole che una comunità si dà non sono fatte per limitare
ma per proteggere il singolo individuo.
Ma quando le regole vengono imposte da un potere cinico e corrotto,
non dettato ovviamente dall'amore ma esclusivamente dal tornaconto personale,
ne risulta sempre e comunque una tragedia.
(OM car)
L'ultimo passo della ragione
è riconoscere che c'è un'infinità di cose
che la sorpassano.
(Pascal, citato da Hari)
La casa non è un luogo;
è tutto ciò che portiamo dentro di noi.
Non importa dove siamo diretti.
E' il nostro spirito che non può essere prigioniero.
(Citato da Hari)
Le buone parole sono medicina per l'animo che soffre.
(Citato da Hari)
Se una cosa fugge da te, non rincorrerla, lasciala andare.
Se torna sarà per sempre tua, se no non lo è mai stata.
(Citato da ZIO rafen)
La malattia non è una crudeltà in sé, né una punizione,
ma solo ed esclusivamente un correttivo,
uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori,
per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre
e per ricondurci alla via della verità e della luce,
dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci.
(Edward Bach)
Sapete il segreto per vivere a lungo?
Conoscete il segreto di una lunga vita?
E' molto semplice. Sono necessarie soltanto due cose:
la prima è il sacrificio; la seconda è l'amore.
Il sacrificio è la medicina, mentre l'amore è la dieta.
Se prendete la medicina senza seguire una dieta appropriata,
la malattia non verrà mai curata.
E lo stesso vale se seguite una giusta alimentazione,
senza però prendere la medicina.
Per vivere a lungo, il farmaco del sacrificio e la dieta dell'amore
sono entrambi necessari.
(Shri Sathya Sai Baba)
Semina un pensiero, raccogli un'azione;
semina un'azione, raccogli un'abitudine;
semina un'abitudine, raccogli un carattere;
semina un carattere, raccogli un destino.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non vi è effetto senza causa;
ogni pratica spirituale ed ogni pratica ascetica,
ogni rito o rituale religioso intrapreso al fine di ottenere dei poteri sovrumani,
sono tutte cose meschine e perniciose.
(Rama, scoccato da "Kodanda")
Non si può estorcere l'immortalità con un falso e fantomatico inferno!
La meta è qui, a portata di mano e di tutti,
l'abbiamo in tasca, nella tasca dell'anima.
(Gibran)
Un saggio non ha io perché non c'è nulla che non sia il suo io.
(Detto Zen)
Gli insuccessi, le difficoltà ed i dolori che incontrate nella vita, non sono ostacoli sul vostro cammino,
non sono massi che vi sbarrano la strada, ma gradini che vanno verso la meta, verso la vittoria.
(Shri Sathya Sai Baba)
La cattiveria non esiste, la cattiveria è una conseguenza della paura.
E' solo e sempre la paura di qualcosa che domina il comportamento umano.
(OM car)
Shri Sathya Sai Baba non è una meta, è solo un indicatore; ognuno è meta di se stesso.
Non è un gioco di parole ma una semplice e profonda verità, anche se di non facile comprensione.
(OM car)
Sai Baba suggerisce, raccomanda sempre: "Sii felice"!
Ma Baba io ho questa malattia, ma Baba io ho questa pena, ma Baba io sono triste,
e Lui ripete, continuamente: "Sii felice"! Ma perché, in presenza dei nostri problemi, dice sempre così?
E' semplice! Perché Lui sa che la meta è vicina, vicinissima, ed il dolore è proprio una grazia, un Suo strumento,
un'accelerazione, una Sua spinta per farci arrivare prima verso il nostro traguardo che è la Liberazione.
Ed allora guardate più in là e non fatevi condizionare dal circoscritto dolore.
(OM car)
L'intero cosmo ruota intorno all'amore.
Anche i nemici si amano, altrimenti perché mai dovrebbero preoccuparsi a tal punto l'uno dell'altro?
Persino chi nega l'esistenza di Dio, lo ama.
Ne è affascinato, ossessionato, altrimenti perché mai dovrebbe accanirsi a negarlo?
E lo ama così profondamente, ha così paura di amarlo,
che se fosse costretto a riconoscerne l'esistenza si verificherebbe in lui una trasformazione totale.
(Osho)
Solo colui che possiede la capacità di penetrare nel profondo del proprio animo
può conoscere l'Universo.
(Citato da Dss)
La rabbia è la peggior esibizione dell'Ego.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'uomo che ha accettato con tutto il cuore l'oscurità scopre che essa è diventata luce.
E chi accoglie il dolore a braccia aperte scopre che per lui esiste solo felicità.
(Osho)
Va con Dio, cioè va con la forza che è in te e che puoi esprimere attraverso il retto agire.
Anche se le situazioni possono apparire tanto disperate, tu riporterai la vittoria,
poiché la conoscenza e la virtù sono già la vittoria.
Tutto il resto è solo una questione di karma e di tempo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Là dove senti cantare fermati. I malvagi non hanno canzoni.
(Luigi Tenco)
La paura bussò alla porta,
la fede andò ad aprire e non vide nessuno.
(Citato da ZIO rafen)
I più grandi e affascinanti misteri devono essere goduti, non risolti.
(Vince Rause)
La felicità si trova nell'unità non nella dualità.
(Shri Sathya Sai Baba)
Per caso, come sempre, mi è capitato di far conoscere il Divino Maestro ad un'umile persona.
A costui, che aveva tanto sofferto, già predisposto o meglio pronto,
è rifiorita immediatamente la vita, illuminata l'anima e letteralmente scoppiato il cuore di gioia!
E in un giorno normalissimo, mentre lavorava in silenzio,
ha avuto il dono dell'apparizione della cara nonna oramai deceduta da molto tempo!
Ed io sono il solo fortunato che conosce direttamente questo fatto ed il relativo protagonista!
(OM car)
Il Signore terrà conto non solo di chi ha saputo trovarlo,
ma anche di chi ha voluto cercarlo;
avere il dono dell'incontro con Lui è grazia
alla quale ci si può predisporre, si può invocare,
ma che Dio fa solo e quando vuole Lui.
(Citato da ZIO rafen)
Come il vento non smuove un grande masso così né la lode,
né l'insulto turbano la mente del saggio.
(Citato da ZIO rafen)
Troppi limiti sono nocivi:
il saggio infatti imposta la propria esistenza
ponendosi limiti nel limitarsi.
(Citato da ZIO rafen)
Fa che la tua vita sia come una rosa,
che si esprime silenziosa nel linguaggio del profumo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Libertà è fare ciò che è giusto.
(Shri Sathya Sai Baba)
Tutta la gioia che brami è in te;
eppure, come un uomo che possiede grandi ricchezze in una cassaforte
ma non ha la minima idea di dove sia la chiave, tu soffri.
Con le istruzioni opportune, se nel silenzio della meditazione ti soffermerai su di esse,
riuscirai certamente a trovare la chiave, aprire la cassaforte ed essere ricco di gioia.
(Shri Sathya Sai Baba)
Chi conosce il bene, lo fa anche!
(Socrate)
Non seguite il corpo,
non seguite la mente,
seguite la coscienza.
Seguite il principio dell'amore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Dalla zangolatura del latte (il mondo)
emerge il burro (Dio).
Chi è puro di cuore
riceve il burro;
ed il siero
è lasciato agli intellettuali.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'anima conosce direttamente se stessa per una intuizione interiore, immediata e permanente.
(Pico della Mirandola)
La verità non può mai essere sperimentata se non si è audaci.
(Osho)
Quanto desideri conoscere la verità?
Quando desidererai la verità come desideri respirare, allora sarai pronto a conoscerla.
L'intensità dell'aspirazione spirituale dà lo slancio per compiere il "salto" decisivo oltre la mente.
(Dal libro delle 399 Meditazioni Zen)
Ho visto Dio con l'occhio del cuore, e Gli ho domandato:
"Chi sei tu"?
Mi ha risposto:
"Te".
(al-Hallàg)
Se si chiude la porta a tutti gli errori, anche la verità resterà fuori.
(Tagore)
E' l'illuminazione che va alla ricerca dell'illuminazione.
(Detto Zen)
Solo ora, con la mia mano bruciata, ho il diritto di scrivere sulla natura del fuoco.
(Gustave Flaubert)
Si può portare il bue assetato al fiume, ma, se non sarà lui a bere, morirà. (Detto Zen)
Si può aiutare qualcuno ad avvicinarsi alla verità (e questa è la funzione dell'insegnamento),
ma, alla fine, sarà lui che dovrà dissetarsi personalmente. Nessuno potrà essere al suo posto.
E in troppi, in questa era, hanno paura di dissetarsi!
(Dal libro delle 399 Meditazioni Zen)
Scava il laghetto senza aspettare la luna;
quando il laghetto sarà terminato, la luna verrà da sola.
(Dogen)
La verità che libera si manifesta nel respiro stesso del proprio essere.
Le catene più pesanti di tutte sono le verità prese in prestito.
(Osho)
Per giungere alla condizione di Buddha non sono ammissibili sforzi deliberati.
(Detto Zen)
Se vi limitate a studiare i patriarchi e i Buddha del passato, non vi realizzerete mai.
Essi sono come i fiumi e i laghi, che,
pur non avendo intenzione di ostacolare gli uomini, diventano delle barriere.
In tal senso, anche i maestri ingannano i discepoli.
(Lung-ya)
E come si può evitare di farsi ingannare dei maestri?
Diventando noi stessi degli illuminati.
Dovete considerare gli insegnamenti verbali dei maestri
come i vostri nemici mortali.
Se non riuscite ad andare oltre, sarete ingannati.
(Tung-shan)
Un novizio si presentò ad un maestro,
dicendogli che si stava recando in un monastero per essere ordinato monaco.
"Che cos'è, secondo te, l'ordinazione"? gli domandò il maestro.
"Il rito con cui verrò fatto monaco e potrò trovare la liberazione".
"Lo sai che è possibile essere liberi anche senza l'ordinazione"?
Nessun rito, nessuna "ordinazione",
è in grado di farci raggiungere una salvezza che dobbiamo cercare personalmente.
L'idea che basti una cerimonia per fare di noi degli iniziati o degli illuminati
è l'eterna illusione di una mente pigra.
(Dal libro delle 399 Meditazioni Zen)
Visualizzami come una fiamma che brucia in te.
E' una fiamma che ti rinfresca, pulisce e guarisce.
(Shri Sathya Sai Baba)
Cultura è ciò che rimane nella memoria quando si è dimenticato tutto.
(Proverbio Inglese, citato da Hari)
Si perdona finché si ama.
(F. de la Rochefoucauld)
Il gioiello della verità è unico ma con sfaccettature multiformi.
(Citato da Hari)
L'amicizia è l'espressione di un amore incrollabile,
un amore che è nobile, puro, libero da desiderio o egoismo.
(Shri Sathya Sai Baba)
La parola che non dici è tua schiava,
la parola che dici è tua padrona.
(Taikiki)
E' meglio vivere soli
che in compagnia degli inconsapevoli.
Cammina solo, puro e senza desideri,
come un elefante nella foresta.
(Shri Sathya Sai Baba)
I virtuosi risplendono da lontano
come i picchi dell'Himalaya.
Gli uomini senza virtù sono invisibili
come frecce scoccate di notte.
(Shri Sathya Sai Baba)
Un atto di bontà è un atto divino che Dio ricompensa al momento opportuno.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non possono considerarsi casti coloro che si privano del sesso, ma non del desiderio.
(Shri Sathya Sai Baba)
La disperazione è il dolore dei deboli.
(Citato da Hari)
Ogni religione è un sentiero verso Dio;
ma il sentiero non è Dio!
(Ramakrsna)
Colui che ha fede ha la saggezza;
colui che ha la saggezza ha la fede.
Colui che non ha né la fede né la saggezza,
la cui anima è tormentata dai dubbi, è un uomo finito.
(Mahabharata)
Se vuoi raggiungere Dio ci sono due cose che devi sapere.
La prima è che tutti gli sforzi per raggiungerlo sono vani;
la seconda è che devi agire come se ignorassi la prima.
(Anonimo)
La fame della mente può essere placata solo con l'acquisizione della saggezza:
(Shri Sathya Sai Baba)
Dio presenta poche difficoltà agli umili, molte agli orgogliosi, insuperabili ai vani.
(Citato da Hari)
La nostra esistenza somiglia ad una barca che all'alba se ne va senza lasciar traccia.
(Citato da Hari)
Un po' di pazienza all'inizio evita una grande sventura alla fine
(Confucio)
Gli Dei innalzano particolarmente colui che vogliono far cadere più in basso.
(Detto degli antichi Romani)
Non dalle parole o dalla testa deve fluire l'amore, ma solamente e soprattutto dal cuore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il silenzio è il discorso del ricercatore spirituale.
(Shri Sathya Sai Baba)
La conoscenza produce la liberazione.
(Shri Sathya Sai Baba)
Per avere qualcosa che non hai mai avuto
devi essere disposto a fare qualcosa che non hai mai fatto.
(Citato da Levante)
Oh, uomo stolto! Perché cerchi Dio di qua e di là, se Lui è dentro di te?
Rivolgi la tua attenzione all'interno di te stesso e Lo troverai.
(Poesia Telugu)
La forza di volontà diverrà grande
quando saprai di essere figlio dell'immortalità,
o una persona che ha ottenuto la grazia di Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
A volte accade che, all'interno di una società malata,
una persona sana sia considerata malata.
(Osho)
Se la morte è falsa la vita è vera e bella,
ma se è la morte ad essere vera la vita sarà un accumulo di falsità.
(Osho)
L'amore rispetta sempre; l'amore è riverenza.
(Osho)
Tutti chiedono felicità, ma non puoi chiederla:
devi guadagnartela.
(Osho)
Se hai conosciuto la felicità non sarai mai crudele con nessuno, non puoi esserlo.
(Osho)
Dovete considerare il principio atmico la meta del viaggio della vostra vita.
(Shri Sathya Sai Baba)
Se Guardi una persona negli occhi, entri in lei.
(Osho)
La musica è il mosaico dell'aria.
(Marvell)
Un solo atto di servizio offerto al Signore che intravedete in un altro essere,
sostituisce anni di struggente anelito a Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Dio non comunica, Egli entra in comunione.
(Anil Kumar)
La moralità non è altro che amore disinteressato.
(Shri Sathya Sai Baba)
Colui che conosce gli altri è sapiente.
Colui che conosce se stesso è illuminato.
Colui che vince gli altri ha la forza.
Colui che vince se stesso è veramente forte.
(Laotse - Tao-Te-King, XXXIII,1)
La vera meta dell'uomo è avere la suprema conoscenza;
chi non la possiede è un ignorante.
(Shri Sathya Sai Baba)
Le lacrime sono il sospiro di sollievo del Sé.
(Shri Sathya Sai Baba)
Ci sono figli che puoi aiutare, a volte devi agire ma rimanere distaccato;
e figli che non puoi aiutare, ma lasciare andare.
(Sail)
Le vivande che mangiamo cambiano, almeno d'aspetto,
diventano materia di rifiuto, senza valore, e vengono escrete.
Dal punto di vista sottile, la loro parte utile si cambia in sangue e carne,
ed una parte più sottile ancora diventa nostra mente.
Perciò, il cibo è responsabile sia delle distorsioni che possono avvenire nella mente,
sia dei pensieri santi che vi può ingenerare.
Il cibo giusto, quindi, può favorire le buone qualità della pace, della pazienza, dell'amore e della veracità.
(Shri Sathya Sai Baba)
IL
CANTO DI HAKUIN
Il
ruggito del leone
Sin
dal principio tutti gli esseri sono dei Buddha.
È
come l’acqua, e il ghiaccio:
senza
acqua, non c’è ghiaccio,
al
di fuori degli esseri viventi, non ci sono Buddha.
Non
sapendo che è vicino, lo si cerca lontano.
Che
peccato!
È
come essere nell’acqua e lamentarsi per la sete;
è
come il bambino di una casa ricca
che
si è perso tra i poveri.
La
causa del nostro vagabondare attraverso i sei mondi
è
che viviamo nell’oscuro sentiero dell’ignoranza.
Di
oscuro sentiero in oscuro sentiero,
quando
sfuggiremo al binomio nascita-morte?
La
meditazione Zen del Mahayana
va
oltre ogni nostra lode.
Il
dare, la moralità e le altre perfezioni
ricevere
l’iniziazione, il pentimento, la disciplina
e
le molte altre azioni giuste,
tutto
riporta alla pratica della meditazione.
Grazie
a una sola seduta
si
distruggono innumerevoli peccati in lui accumulati.
Come
potrebbero esserci sentieri sbagliati per costui?
L’uomo
vive nell’illusione
Il
Paradiso della Terra Pura non è lontano.
Quando
si ascolta questa verità anche solo una volta con venerazione,
colui
che l’apprezza e con gioia l’accoglie ha meriti infiniti.
Quanto
più colui che si rivolge all’interno
e
conferma direttamente la propria natura,
che
la sua natura è non-natura,
tanto
più ha trasceso le parole vane.
La
soglia si schiude, la causa e l’effetto sono un’unica cosa;
dritta
corre la strada, non due, non tre.
Prendendo
come forma la forma della non-forma,
che
vada o che ritorni, egli è sempre a casa.
Prendendo
come pensiero il pensiero del non-pensiero,
che
canti o che danzi, tutto è la voce della verità.
Ampio
è il cielo dello sconfinato Samadhi,
raggiante
la luna piena della saggezza con i suoi quattro pilastri.
Cosa
resta da fare?
Il
Nirvana è chiaro davanti a lui,
proprio
questo luogo è il Paradiso del Loto,
proprio
questo corpo è il Buddha.
Forse
qualcuno ascolta il canto,
forse
qualcuno ne è colpito, pugnalato al cuore.
È
il ruggito di un leone:
qualcuno
potrebbe risvegliarsi del suo sonno.
(Osho)
La vita ed il sonno sono solo dei sogni.
Uno è un sogno diurno e l'altro è un sogno notturno.
La vita è il paese dei sogni.
(Shri Sathya Sai Baba)
Sono pienamente cosciente del fatto che tutti sono dei ricercatori spirituali migliori di me.
Io non parlo come una autorità superiore, sto solo condividendo la nostra esperienza.
Noi studiamo insieme, esploriamo insieme ed insieme investighiamo.
Questo è il proposito del satsang. Nel satsang che noi abbiamo qui ogni volta,
non c'è nessuno di maggior calibro di un altro, nessuno che abbia avuto maggiori acquisizioni. No!
Noi tutti siamo Uno, noi tutti siamo un flusso. Ecco tutto.
Noi stiamo fluendo insieme, marciando insieme,
ci teniamo per mano procedendo insieme verso il Divino, nient'altro.
Siamo tutti compagni pellegrini.
(Anil Kumar)
La preghiera è l'esternazione, lo sgorgare spontaneo dei sentimenti umani,
è l'effusione del cuore, è un'espressione del nostro stato d'animo in quel momento.
La maggior parte delle nostre preghiere non ottiene risposta, non produce reazione,
non viene ascoltata da Bhagavan, perché il nostro sentire non corrisponde alla preghiera che offriamo.
La preghiera dev' essere spontanea, deve sgorgare dal cuore
e dal pensiero umano del particolare frangente della vita in cui ci si trova.
(Anil Kumar)
Qualunque cosa vi faccia sentire vicino a Lui,
qualunque cosa che vi faccia perdere voi stessi,
che vi faccia sgorgare le lacrime appena Lo pensate,
che vi faccia dimenticare voi stessi ed udire la Sua voce dentro,
che vi faccia andare al di là del corpo e della mente,
che vi faccia sentire l'incanto dell'eternità, il momento dell'Immortalità...
quella è senz'altro la via migliore. Non c'è una via prescritta.
Amici miei, il percorso che stabilisce il contatto con Dio,
che instilla l'Amore, che ci porta ai Suoi Piedi, è la via migliore.
Non c'è una via spirituale stereotipata, copia carbone o fotocopiata.
(Anil Kumar)
SAPPIATE DI ESSERE VICINI A DIO
Infine, dulcis in fundo, vi metto, amici miei, la ciliegina sulla torta.
Teniamola come una luce, come una candela che bruci per tutto il 2004.
Che cos'è? La gioia cresce sempre più man mano che ci avviciniamo e siamo più cari a Dio.
Sofferenza ed agonia crescono quando siamo lontani, molto lontani da Lui.
Dov'è quindi la gioia? Vicino a Dio. Dov'è l'angoscia? E' nell'essere lontani da Lui.
Quando cominciate a sentirvi contenti, sappiate che siete vicini a Dio,
sia qui in India che in Australia, in Canada o in America.
Quando sorridete sappiate che siete vicini a Dio.
Quando siete pieni di gioia capite che siete con Dio. Dio è in noi.
Quando siete tristi, sappiate di esservi allontanati da Lui, di essere andati via da Lui.
Possa questo 2004 tenerci sempre ai Suoi Piedi di Loto affinché le nostre vite siano del tutto verdi,
piene di fiori che sbocciano, vite piene di gioia, sempre.
Che Bhagavan sia sempre con voi, benedica le vostre famiglie, benedica quelli che sono qui,
che sono lontani dalle famiglie e le famiglie che sono a casa e li aspettano.
Che Bhagavan benedica tutti qui, là e dovunque!
Buon Anno!! Che Dio vi benedica! (applausi)
(Anil Kumar)
Il sentimento che domina all'istante della morte opererà con gran forza nella prossima vita.
(Shri Sathya Sai Baba)
I bhajan, la meditazione e le altre pratiche spirituali sono solo esercizi di purificazione della mente.
Sviluppate l’amore, che è il vostro respiro vitale!
Quando un albero si riempie di foglie verdi, di rami e di frutti, ve ne sentite attratti.
Quando si secca, lo abbattete poiché è privo di vita.
Una persona priva di amore è paragonabile ad un tronco senza vita.
(Shri Sathya Sai Baba)
Hai delle difficoltà? Magnifico!
Hai una buona occasione per esercitarti in importanti qualità
come capacità di resistenza, pazienza e fiducia.
Quale benedizione!
(Shri Sathya Sai Baba)
Si suol dire ateo chi non ha fede in Dio;
ma non è vero, perché non c'è nessuno che non creda in se stesso.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non fondate il vostro amore solo sull'aspetto fisico.
Il destino dei corpi è quello di perire; essi sono effimeri.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'Immortalità non è altro che l'eliminazione del proprio ego.
(Anil Kumar)
La non egoità non è altro che l'esperienza di essere uno con il Tutto,
è assenza di separatività, di identità.
(Anil Kumar)
Mostrare è ego, farsi pubblicità è ego, essere orgogliosi di se stessi è ego.
L'esultanza, l'esaltazione e la frustrazione sono ego,
mentre la serenità mentale, l'equanimità o il trascendere l'egoità sono segni di Amore vero.
(Anil Kumar)
Dato che l'Amore è pieno di gioia, lo si vede sul volto.
Io non posso dire "ti amo" irosamente, siete d¹accordo?
L'Amore non è essere musoni. Avete mai visto Bhagavan con la faccia seria?
Egli fa finta di essere serio. Invece noi fingiamo di sorridere.
Questa è la differenza: noi fingiamo di sorridere mentre Lui finge di essere serio!
Noi ci sentiamo a nostro agio con il muso lungo perché così nessuno ci chiederà un favore (Risate).
(Anil Kumar)
Silenzio significa assenza di pensieri.
Silenzio significa assenza di ego, assenza del chiacchiericcio interiore.
(Anil Kumar)
L'Amore non si racconta;
l'Amore è silenzio, è Verità, è assenza di ego, è tremendo, è doloroso e rischioso.
E' rischioso perché potremmo renderci conto del fatto che l'altro è migliore di noi,
cosa che non siamo disposti a fare.
(Anil Kumar)
Io non so che il vero Amore è l'assenza di ego, che il vero Amore non è semplicemente umiltà.
L'Amore non è un baratto, non è un compromesso, né una transazione di affari.
L'Amore è supremo, l'Amore è Divino.
(Anil Kumar)
Swami che ti guarda è un atto di misericordia,
Swami che ti fissa è un atto di Grazia,
Swami che ti osserva è un atto di compassione,
Swami che posa i Suoi occhi su di te è 'riconoscerti': "Ciao! Come stai?"
Egli lo fa per non farti sentire ignorato.
Swami che ti guarda può anche voler dire: "Io so cosa stai facendo; so anche ciò che fai altrove!"
Oppure:
"Come sei pio, come sei semplice dentro! Lo vedo bene!"
Quindi, quando vi guarda, è qualcosa come un rovescio di pioggia in un' estate rovente:
noi gradiamo la pioggia e troviamo la bellezza nelle gocce che cadono al suolo.
Quando Swami ti guarda provi un sentimento che è al di là delle parole, al di là di ogni descrizione,
oltre
qualsiasi valutazione, e trascende tutti i parametri e le misure conosciute.
Swami che ti guarda è come il chiaro di luna, è una brezza soave, è bellissimo, è come il sorgere del sole.
Lo sguardo di Swami su di noi è come una nuvola che se ne va, è incantevole.
È come un oceano possente, pieno di onde, di onde burrascose.
Swami che ci guarda è come una tavola imbandita, proprio lì davanti a noi, quando siamo molto molto affamati.
È come un buon sonno dopo molte notti di veglia, è
la gioia delle gioie.
Dio
guarda dentro e non fuori: questo è il significato del Suo guardarci.
(Anil Kumar)
Io non sono interessato a ciò che vi racconto;
Io non sono interessato a ciò che vi dico.
Io sono interessato a ciò che accade in voi
(Shri Sathya Sai Baba)
La strada che conduce a Dio è per quei pochi che sono fermamente decisi a raggiungere,
attraverso la disciplina spirituale, la realizzazione perfetta.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il Centro Internazionale 'Sathya Sai' di Delhi ha inaugurato il nuovo anno con un discorso tenuto il 3 gennaio dal Dalai Lama. Il Dr. M.L.Chibbe, direttore del Centro, ha dato il benvenuto all'ospite d'onore ed al Dr. Karan Singh, eminente filosofo e statista, che ha presieduto la cerimonia. L'auditorium era affollato al massimo della propria capacità, sebbene la giornata fosse una delle più fredde dell'inverno in corso. Sua Santità il Dalai Lama ha parlato per quarantacinque minuti. Il Dalai Lama ha cominciato il discorso dicendo che la chiave per la pace consiste nella non-violenza e nella tolleranza, che in India rappresentano una tradizione vecchia di 7000 anni. Il Dalai lama ha così continuato: "Possiamo avere la pace solo se riusciamo a stabilire un' attitudine di rispetto verso tutte le religioni, fedi e credenze che non sono le nostre. C'è un fatto interessante che è importante sottolineare sulle grandi religioni mondiali: a livello filosofico fra di esse possono esistere apparenti differenze, ma a livello pratico non esiste differenza alcuna. Se studiamo l'etica o la pratica sostenuta dalle varie fedi, non c'è molta differenza. Tutte credono nei valori umani della Verità, della Non-Violenza, della Compassione, dell'Amore e della Pace. Uno dei valori importanti è la Verità, che consiste nel percepire la Realtà per quello che realmente è. La Realtà può essere sperimentata nella sua pienezza esclusivamente se si ospitano solo emozioni positive e non negative. Non sarebbe corretto dire che non dobbiamo avere emozioni. Una persona senza emozioni è una persona senza sentimenti, secca, distante, fredda, non amichevole, negativa e viziosa. La cosa importante è non avere in sé emozioni negative. Le emozioni negative sono le emozioni immature, anguste e nebulose. Per esempio, l'attaccamento e l'odio sono due emozioni negative. Se una persona vede il mondo attraverso il prisma dell'attaccamento, concluderà che ciò che essa stessa fa è giusto al 100%. Se invece si vede qualcun altro attraverso il prisma dell'odio, si concluderà che ciò che l'altra persona fa è sbagliato al 100%. Niente in natura è giusto o sbagliato al 100%. Una percezione di questo genere è una mera proiezione mentale, che distorce il nostro apprezzamento della Realtà, creando grandi problemi. Le emozioni positive sono emozioni mature, perché sono combinate con l'intelligenza. L'applicazione dell'intelligenza porta all'analisi ed all'indagine. L'analisi conduce alla convinzione. Disciplinare le emozioni porta ad una visione olistica della Realtà. Tutto è interconnesso. Se non si vedono l'interconnessione e l'interdipendenza, allora la visione è distorta. Esempi di emozioni positive sono la fede e la compassione, di cui si può essere imbevuti solo dopo essere passati per un 'allenamento' di emozioni. La conoscenza conduce alla convinzione. La convinzione conduce alla determinazione. La determinazione porta alla familiarizzazione. La familiarizzazione porta al cambiamento delle emozioni. Il più grande tentativo da farsi è quello di cercare di avere una visione chiara, per vedere la Realtà per ciò che realmente è. Solo allora potremo risolvere il problema della vita. La coltivazione di emozioni positive e nobili ci conduce alla compassione, all'accontentarsi, al perdono ed alla disciplina personale, che a loro volta producono la quiete della mente. Quando la mente non è agitata, essa può restare limpida ed avere una chiara visione della Realtà. Essa vede allora un problema per quello che è realmente e lo risolve con facilità. I problemi allora non avranno più la capacità di disturbare la pace della mente. Ma se la mente è debole, se viene facilmente assalita dalla paura e dai dubbi o da emozioni non controllate, troverà difficile affrontare gli ardui problemi della vita. La vita è destinata ad essere piena di problemi. Persino se non ci sono altri problemi, il corpo soffre per le malattie, il decadimento e la morte. Se i problemi sono una parte integrale della nostra esistenza, dobbiamo essere pienamente preparati ad affrontarli con calma, placidità e fortezza d'animo. In questo processo di nutrimento del vostro Sé interiore, sarete aiutati se continuerete a rimanere nella tradizione spirituale e religiosa in cui siete nati. Sono felice di vedere che Bhagavan Sri Sathya Sai Baba ha detto che la Sua missione non consiste nel cercare di convertire persone delle altre tradizioni. Egli desidera che un buddista diventi un migliore buddista, che un musulmano diventi un musulmano migliore ed un indù, un indù migliore. Si deve essere seri e sinceri verso la propria fede. Questo genera un'atmosfera di calma sia nell'individuo che nella società. Le nostre esperienze interiori raggiungono dimensioni più profonde. Piuttosto spesso ho la sensazione di star recitando dei versi insegnatimi da bambino da mia madre e dai miei insegnanti. A volte mi sembra di recitare questi versi automaticamente, e non con tutto il cuore e tutta l'anima. La recitazione allora diventa qualcosa di simile ad un peso. Ma poi mi rendo conto che questa pratica giornaliera, sebbene appaia monotona e ripetitiva, costruisce silenziosamente e senza sforzo le mie risorse interiori e la mia forza e mi aiuta a diventare un vero seguace di Budda. In questo pubblico è rappresentata una grande pluralità di fedi religiose. Questa realtà va accettata. L'India ha sempre creduto nella non-violenza in termini di tolleranza di tutte le fedi. Gandhi fu un grande esempio di armonia interreligiosa. Era un indù praticante, ma aveva un profondo rispetto per le altre religioni. Anche Budda era un vero indiano, in questo senso. Egli studiò le fedi prevalenti in India a quel tempo e praticò molti sentieri indù. Dopo la sua illuminazione, insegnò le quattro nobili verità. La filosofia di Budda dell'interdipendenza è un contributo unico alla filosofia mondiale. Il concetto di 'interdipendenza' è egualmente vero nei campi dell'economia, della politica, della difesa etc. Questo fornisce una visione più ampia ed olistica di ogni problema e ci porta più vicini alla realtà. Budda credette nel valore umano della Verità. Egli esortò i suoi seguaci a seguire la Verità. Quando egli annunciò le quattro nobili verità, analizzò anche la causa della sofferenza. La conclusione a cui arrivò fu che tutta la sofferenza è dovuta all'ignoranza. Oggi alcuni politici creano dei problemi a causa del loro basso livello di consapevolezza. Hanno troppo attaccamento, che porta ad una visione corta e ristretta. Non si deve permettere che questi pochi individui distruggano una tradizione vecchia di 7000 anni di tolleranza ed armonia. Possiamo tutti vivere insieme e lavorare insieme, sia a livello individuale che sociale."
(Discorso del Dalai Lama al Centro Internazionale 'Sathya Sai' di Delhi del 3 gennaio 2004)
Non violenza è non far del male a nessuno, né con il pensiero, né con la parola, né con l'azione.
(Shri Sathya Sai Baba)
DIO NON LASCIA MAI CADERE I SUOI DEVOTI
Coloro che credono in Dio possono vivere rispettati ed essere nella Grazia.
Non dobbiamo abbassare la testa per la vergogna davanti a nessuno,
perché Dio è lì per noi, in quanto il prestigio del devoto è il prestigio di Dio.
Egli non permetterà mai che un Suo devoto fallisca.
(V. Jagannadhan)
L'oggetto di tutti gli esercizi spirituali è la distruzione della mente
e verrà il giorno che una buona azione le darà il colpo di grazia.
Tutte le buone azioni fatte nel passato avranno contribuito a questo trionfo,
e contano anche le più piccole.
Nessuna buona azione è sprecata.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'avidità procura dolore e disperazione.
La contentezza può nascere solo da un'ampia visione spirituale.
(Shri Sathya Sai Baba)
La ricchezza va guadagnata con onestà.
Il desiderio va riservato alla Liberazione.
(Shri Sathya Sai Baba)
La fiducia non si può perdere, non si può annullare, non si può rovesciare.
Una volta che c'è, c'è per sempre.
La fiducia in Dio non la perderemo mai, rimarrà con noi per tutta la vita.
(Anil Kumar)
LA PACE È AUTOCONSAPEVOLEZZA
La pace è il rivelarsi e lo sbocciare del vostro Sé.
Questo è ciò che si chiama 'autoconsapevolezza'
La consapevolezza di non essere il corpo, di non essere la mente né l'intelletto
ma di essere il Sé è pace!
"Io sono la Consapevolezza" è pace.
Non si tratta semplicemente di assenza di rabbia, di tensione o preoccupazioni.
Lo sbocciare della Consapevolezza è pace. La piena Consapevolezza del Sé è pace.
(Anil Kumar)
Le cause principali della malattia e della morte sono la paura e la perdita di fede.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il Silenzio non è frutto di una decisione, ma è sempre presente.
Esso è il puro flusso di Dio in te e nel mondo.
(Shri Sathya Sai Baba)
E' bene esser nato in una religione, ma non morire in essa.
Si devono superare i limiti posti dalla mente e dalla ragione
per raggiungere l'infinità dell'Assoluto e l'Eterno Spirito.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il fulgido Signore che risplende in ogni atomo e pervade l'intero universo vi proteggerà sempre.
Egli è l'Onnipotente Signore di Parthi che vi concede devozione e vi aiuta in ogni vostro sforzo.
Che altro si può comunicare a quest'assemblea di nobili anime?
(Versi Telugu)
La Verità rimane immutata nei tre tempi: passato, presente e futuro.
Ciò che subisce mutamenti a causa del passare del tempo non può essere definito Verità.
(Shri Sathya Sai Baba)
La Visione del Signore distrugge tutti i peccati.
Il Suo tocco distrugge i legami del Karma.
La conversazione con Lui distrugge tutte le difficoltà.
(Shri Sathya Sai Baba)
Un danzatore e un cantante potrebbero essere dei Buddha, ma non verranno riconosciuti
per il semplice motivo che il loro modo di fare le cose non può diventare un insegnamento,
né può aiutare davvero la gente a uscire dal proprio sonno.
Tuttavia stanno facendo del loro meglio: qualunque cosa possono fare, la fanno.
(Osho)
Esistono tre tipi di uomini:
gli uomini non-credenti, che considerano gli oggetti del mondo ('padhaartha') reali in se stessi ('yathaartha');
gli uomini che credono che una Volontà si celi dietro tutto ciò che vedono e sperimentano,
e che si inchinano a quella Volontà, cercando di esplorarLa per poter aderire ad Essa e non andarLe contro;
e coloro che hanno realizzato che il mondo oggettivo ha solo valori relativi e non assoluti.
Queste due ultime categorie non biasimeranno nessuno, e tantomeno Dio, per i loro mali.
(Shri Sathya Sai Baba)
Tutte le opportunità ve le siete guadagnate. Tutti voi dovete essere salvati.
Non appena l'opportunità vi si presenta, dovete scappare da questa rete.
Io non rinuncerò a voi, anche se voi Mi abbandonerete,
perché non è in Me l'abbandono di coloro che Mi rinnegano.
Io sono venuto per tutti. Quelli che si perdono torneranno da Me, non dubitatene. Li richiamerò a Me.
Vi benedico affinché possiate ottenere la Visione del Divino in questa stessa vita, con questo stesso corpo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Una ricchezza eccessiva fa aumentare l'ego, che a sua volta lastrica la strada a molte cattive qualità.
Quando la ricchezza vi lascia, anche l'ego svanisce, con il risultato che anche le cattive qualità scompaiono
(Poesia Telugu)
Solo le persone più perfide del mondo sono attirate dalla politica.
Le più malvagie, le più meschine, perché sanno che possono fare qualcosa solo se hanno potere.
Hai bisogno di potere solo per fare qualcosa di dannoso;
altrimenti, l'amore e la compassione sono sufficienti.
(Osho)
La vera comunione accade attraverso l'energia, non attraverso le parole.
(Osho)
Fa qualcosa, in modo che possa esistere un momento in cui nulla sarà necessario,
in cui il tuo essere centrale potrà semplicemente dissolversi nel cosmo.
(Osho)
Quali sono i sintomi dell'essere innamorati? Tre.
Primo, assoluta soddisfazione. Nient'altro è più necessario, neanche Dio.
Secondo, non c'è futuro. Questo istante d'amore è l'eternità.
Non c'è alcun momento successivo, alcun futuro, alcun domani. L'amore accade nel presente.
E terzo, tu cessi di esistere, non esisti più. Se ci sei ancora, non sei ancora entrato nel tempio dell'amore.
(Osho)
Quando non sono illuminati, i Buddha sono esseri ordinari.
Quando c’è l’illuminazione, in un istante gli esseri ordinari si trasformano in Buddha.
Il segreto è all’interno di ogni essere umano.
(Hui-Neng)
Chi soffre è un grande maestro di vita, da cui abbiamo da imparare.
(Anonimo)
Se un uomo non è felice, può anche pregare,
ma la sua preghiera sarà corrosa da un intimo lamento, sarà un mugugno.
(Osho)
Voi considerate il mondo molto vicino, lo vedete intorno e dietro di voi,
ma quanto dovete indicare il Signore, dite che si trova molto lontano,
al di sopra e a grande distanza da voi.
Questo è un errore. Il Signore è vicino; è il mondo ad essere lontano.
Voi credete il contrario, perché avete paura della verità e vi piace illudervi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Siate liberi dalle sciocche illusioni e dai dubbi, eliminate i desideri di scarso valore,
ed
Io vi prenderò con Me.
(Shri
Sathya Sai Baba)
Il desiderio è il fuoco che vi riduce in cenere.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non c'è alcun intermediario fra voi e Dio.
Nessun funzionario dell'Organizzazione Sai è in alcun modo un 'leader' spirituale.
I nostri sono solo degli incarichi amministrativi, e speriamo di essere degni di questi incarichi,
ma assolutamente non siamo né guide, né consiglieri spirituali.
(Dr. Michael Goldstein)
Domanda: Se in una famiglia una persona è devota e le altre no,
come può questa convincere il resto della famiglia?
Risposta: Swami è nel vostro cuore.
Non avete alcuna necessità di convincere gli altri, né è vostro dovere farlo.
Perseguite il vostro Dharma nella vostra famiglia e nella vostra professione.
Il vostro dovere primario come esseri umani consiste nel realizzare il Signore che risiede nei vostri cuori.
(Dr. Michael Goldstein)
Domanda: Come si fa ad instillare la Coscienza Divina negli altri?
Risposta: Fate da esempio. Dobbiamo fare servizio. La qualità innanzitutto, poi la quantità. La qualità è tutto.
Siamo qui per 'dimostrare', per essere esempi viventi dei Divini Insegnamenti di Swami nel contesto del servizio.
Non diventate pomposi perdendo di vista gli insegnamenti di Swami.
(Dr. Michael Goldstein)
L'esistenza è sofferenza;
questa sofferenza ha un'origine;
essa ha anche una fine;
il cammino che conduce al risveglio porta alla fine della sofferenza.
(Le quattro nobili verità di Buddha)
La preghiera della rana
Un monaco, disturbato nella sua preghiera dal gracidare di una rana, le
intimò di tacere.
Poiché era un santo, la rana tacque.
Ma nel profondo silenzio una voce sussurrò al monaco:
«E
chi può mai dire se il gracidio della rana non sia gradito a Dio quanto il tuo
salmodiare?».
Pentito, il monaco invitò allora la rana a riprendere il canto e, per la prima
volta,
il monaco si sentì in armonia con l'intero universo: capì finalmente che cosa significasse pregare.
(Saggezza popolare dell'Oriente)
L’ANELITO DELLE GOPI
Se Tu fossi un albero,
vorremmo essere i viticci
per attaccarci a Te.
Se Tu fossi un fiore,
vorremmo essere le api
per sciamare su Te.
Se Tu fossi l'oceano,
vorremmo essere i fiumi
per immergerci in Te.
Se Tu fossi il cielo infinito,
vorremmo essere le piccole stelle
per scintillare in Te.
Se Tu fossi la vetta più alta,
vorremmo essere impetuosi torrenti
per scorrere su di Te.
Dio, Dio onnipotente,
noi non viviamo, non possiamo vivere
lontane da Te.
Vorremmo giocare con Te.
Vivere con Te.
Esalare l’anima nostra in Te.
Questo momento è sufficiente, non chiedere mai di più.
(Osho)
La luce del sole cade egualmente su tutte le superfici,
ma solamente le superfici lisce e brillanti come l'acqua,
gli specchi e i metalli puliti possono rifletterla fedelmente.
Parimenti, nonostante che Dio risieda in ognuno,
è nel cuore del santo che Egli Si manifesta maggiormente.
(Shri Ramakrishna)
La forza di un ciclone può sradicare alberi e far crollare edifici,
ma per quanto impetuoso possa essere, esso non può far nulla ad un umile filo d'erba.
Questa è la grandezza dell'umiltà, figli miei.
(Sri Mata Amritanandamayi Devi)
Tu sei cielo e terra, Tu sei vento e luce, Tu sei la nostra carne e la nostra vita stessa,
Tu sei l'essere e il non-essere,o re che guardi danzare come marionette gli uomini
con i loro buffi pensieri di "io" e "mio", mentre sei Tu a tirare i fili.
Che parole possono esprimere la Tua lode, o Dio?
(Manikkavacakar)
Un bel diamante, anche si si trova in un mucchio di spazzatura,
non perderà né la sua brillantezza, né il suo valore.
Allo stesso modo, la gloria e la grandezza dell'uomo pio non verranno sminuite,
quali che siano le circostanze o le situazioni in cui esse possono venire a trovarsi.
Un tale splendore divino rifulge in tutti gli esseri umani.
L'Amore è un'espressione di questo splendore.
Per riuscire a manifestare questo Amore,
gli uomini devono sopportare ogni sorta di sofferenze.
L'essere umano è come la canna da zucchero
- è riempito con il succo dell'Amore.
È solo quando l'uomo viene sottoposto alle difficoltà
che il dolce succo divino dell'Amore può fluire da lui.
(Shri Sathya Sai Baba)
VITA
+ DESIDERIO = UOMO
VITA - DESIDERIO = DIO
Dio è l'uomo meno il desiderio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Per Me le materializzazioni sono una specie di biglietto da visita
per convincere la gente del Mio amore per loro ed ottenere in cambio la loro devozione.
Poiché l'Amore è senza forma, Io materializzo oggetti come evidenza di questo amore.
Ogni oggetto materializzato è solo un simbolo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Quello che Io materializzo è una manifestazione della Divinità,
con un potente significato ed un altrettanto importante valore simbolico.
La Vibhuti è il simbolo della natura infinita,
immortale e cosmica di tutte le forme di Dio, dell'Atma o dello Spirito,
cioè di tutto ciò che resta quando ciò che appartiene al mondo mutabile e transitorio viene bruciato.
(Shri Sathya Sai Baba)
La Mia capacità di guarire può essere paragonata al polo positivo;
la vostra devozione nei Miei confronti è il polo negativo.
Quando i due poli si uniscono si genera la corrente.
In altre parole, la devozione genera ciò che viene chiamato il miracolo della guarigione.
In verità è la mente dell'uomo la responsabile delle condizioni di salute o di malattia.
Egli stesso è la causa di una o dell'altra.
Così, quando venite per guarire e per curarvi,
nella vostra mente si deve creare la fede necessaria per raggiungere lo scopo.
Tutto quello che Io posso fare è di dare all'uomo la fiducia,
la volontà ed il potere di curare se stesso.
E' con il Mio Amore illimitato, ricambiato dall'intensità della fede del devoto,
che si possono produrre i risultati voluti.
(Shri Sathya Sai Baba)
Le calamità avvengono non per ciò che Dio ha fatto all'uomo,
ma per ciò che l'uomo ha fatto all'uomo.
(Shri Sathya Sai Baba)
La sofferenza sorge sempre dove non scorre l'amore.
Chi soffre ha qualcosa da imparare.
L'intero senso della vita è imparare ad amare.
La vita non ha alcun altro significato.
(Shri Sathya Sai Baba)
Delle 24 ore della giornata,
dedicane 6 alle tue necessità, 6 al servizio degli altri,
6 al sonno e 6 per stare alla presenza del Signore.
Queste ultime 6 ore ti daranno la forza dell'acciaio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il piacere ed il dolore, così come il bene ed il male, coesistono, e nessuno può separarli.
Non potete trovare il piacere ed il dolore, il bene ed il male separati gli uni dagli altri.
Il piacere emerge quando le difficoltà fruttificano.
(Poesia Telugu)
Continuate il Namasankirtan (canto o recitazione dei Nomi del Signore) ovunque vi troviate, per tutta la vita.
Specialmente quando i vostri spiriti sono depressi a causa dei dispiaceri, cantate a squarciagola la gloria di Dio.
Non sentitevi mai insicuri di cantare la gloria di Dio, pensando che gli altri possano ridere di voi.
Incuranti di ciò che gli altri possono pensare o dire contro di voi, continuate la sacra attività del Namasankirtan.
Solo allora verrete caricati di Energia Divina.
(Shri Sathya Sai Baba)
Coloro che vendono il talento dato loro da Dio per pagarsi da vivere non saranno mai veramente felici.
Rajeswara Rao e Adi Narayana non usarono mai il loro talento a fini commerciali.
Cantarono sempre con Amore e devozione, per la contentezza del loro cuore.
La gloria di simili devoti, vivi o morti, resterà per sempre.
(Shri Sathya Sai Baba)
Un devoto, costantemente impegnato nel Namasmarana (ripetizione del Nome di Dio)
in tutte le circostanze, diventa immortale.
La ripetizione del Nome di Dio è l'unica proprietà che dura in eterno.
(Shri Sathya Sai Baba)
Una semplicità, una purezza ed un'innocenza come quella di un bambino sono la via per la Divinità.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'intelletto ('Buddhi') si diletta nelle discussioni e nelle dispute,
ma una volta che cedete alla tentazione della dialettica
vi occorrerà molto tempo per sfuggire alle sue catene e riuscire a metterlo in disparte,
per poter gioire della beatitudine che proviene dal suo annichilimento.
Dovete essere costantemente consci dei limiti della ragione.
La logica e la deduzione devono cedere il posto alla devozione.
Sul sentiero che conduce a Dio l'intelletto può aiutarvi solo per un piccolo tratto -
il resto è illuminato dall'intuizione.
(Shri Sathya Sai Baba)
Quello che fate è la via dell'azione, quello che dite è la via dell'Amore,
quello che risolvete nella vostra mente è la via del discernimento e della saggezza.
(Shri Sathya Sai Baba)
Nessuno che ignori la via può raggiungere la Meta,
e nessuno che ignori la Meta può scegliere il sentiero, e seguirlo.
Prima di decidere il viaggio, dovete avere una chiara idea della via e della Destinazione.
(Shri Sathya Sai Baba)
Che cos'è lo yoga? Yoga è la connessione fra il ricercatore e Dio.
(Anil Kumar)
Il sorriso di Swami ci energizza! Questo è il ruolo del Maestro Divino.
Alla presenza di un altro essere umano, perdiamo la nostra energia.
Alla presenza di un Maestro Divino, acquistiamo Energia,
perché quella è la risposta alla Vibrazione Divina.
(Anil Kumar)
Il servizio ha tre scalini: "dall' 'io' al 'noi' - dal 'noi' a 'Lui' "
Primo: Io, l'individuo.
Secondo: Noi, la comunità.
Terzo: Lui - Bhagavan Baba.
(Anil Kumar)
Oh uomo! Lotti strenuamente per acquisire vari tipi di conoscenza
al solo scopo di riempirti lo stomaco.
Nonostante tutto il tuo duro lavoro e l'acquisizione di conoscenze,
non sei capace di sperimentare la felicità eterna.
Perché invece non contempli il Signore e cerchi rifugio in Lui?
Egli ti mostrerà certamente la via per sfuggire alla tua sofferenza.
Oh uomo! Nella vita lotti strenuamente al solo scopo di riempirti la pancia.
Acquisisci miriadi di tipi di conoscenza in tutti i campi.
Esamina e indaga tu stesso quale grande felicità sei riuscito a conquistare,
impiegando il tuo tempo dall'alba al tramonto
ad acquisire conoscenze e ad accumulare ricchezze, dimenticando Dio.
(Poesie Telugu)
Il corpo è composto da cinque elementi ed è destinato a perire prima o poi,
ma l'Abitante [interiore] non nasce né muore.
L'Abitante non ha attaccamenti di alcun genere ed è il Testimone Eterno.
In verità, l'Abitante che è nella Forma dell' Atma è Dio Stesso.
(Poesia Telugu)
Che cos'è il peccato? Far del male agli altri, abusarne o ucciderli è peccato.
In che cosa consiste il merito? Nell'aiutare gli altri.
Quindi, non si deve reagire ad un atto malvagio con un altro atto malvagio.
Si deve invece essere magnanimi e perdonare l'offensore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Coloro che trattano male la propria moglie non saranno mai felici e non conosceranno la prosperità.
Se gli uomini non sanno proteggere le loro donne, che sono pronte a sacrificare persino la propria vita
per i loro mariti, a che cosa serve la loro esistenza? Le donne sono veramente le dee delle loro case.
Fate sì che le vostre donne non debbano mai versare delle lacrime.
Le case in cui le donne piangono andranno velocemente in rovina.
Le donne sono gli ideali della società. Non fatele soffrire.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il dolore e la sofferenza sono causati dal desiderio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Questo mondo è irreale.
Tutto ciò che è soggetto a cambiare è irreale;
è realtà solo ciò che è stabile e invariabile.
L'unica entità permanente è lo Spirito,
ed esso è la Forma del Signore,
la potenza del Signore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Un volto luminoso,
un occhio splendente,
un atteggiamento deciso,
uno sguardo nobile,
una voce piacevole,
una generosità profonda,
una bontà incrollabile:
questi sono i segni di una volontà che cammina
verso il raggiungimento della visione di Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Tutte le festività religiose hanno lo scopo di rammentare al genere umano
che dovremmo coltivare nobili qualità impegnandoci in attività benefiche
a favore di noi stessi e della società.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il corpo è una bolla d'acqua e la mente una scimmia pazza.
Perciò, non fate affidamento sul corpo o sulla mente:
abbiate una salda fede nel vostro vero Sé!
È dal Sé che il corpo e la mente hanno avuto origine.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il Dio che i saggi chiamano con diversi nomi è Uno!
(Ekam sat viprâ bahudhâ vadanti)
Dio è l'Uno indiviso!
(Ekam eva advitîyam brahma)
Dio pervade l'intero
universo
con le Sue migliaia di mani,
piedi, occhi, teste, bocche e orecchie.
(Sarvatah pâni pâdam
tat sarvatokshi shiro
mukham
sarvatah shrutimalloke
sarvam âvritya tishthati)
(Shri Sathya Sai Baba)
Di tutte le regole restrittive quella che concerne l'assunzione di cibo puro in quantità limitata è la migliore.
Osservando questa norma si aumenta la qualità sattvika della mente, e ciò è di aiuto nella ricerca del Sé.
(Ramana Maharshi)
La vita è un ponte sul mare del cambiamento.
Passaci sopra, ma non costruire una casa su di esso.
(Shri Sathya Sai Baba)
Come può una qualunque cosa del mondo portare dolore o gioia
a colui che è stato benedetto con la consapevolezza dell'Atma?
(Shri Sathya Sai Baba)
Nessuno ha il controllo sulla morte: essa viene decisa nell’istante stesso della nascita,
la data di partenza è scritta sul corpo nel momento in cui questo viene al mondo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Ekâtma sarva bhûtântarâtma
L’unico Âtma risiede in tutti gli esseri.
Îshâvâsyam idam sarvam
L’intero universo è permeato di Dio.
Brahma satyam
jagammithyâ
Dio è Verità, il mondo è illusione.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il mondo intero appare contenere innumerevoli nomi e forme.
Non dobbiamo lasciarci intrappolare da questi nomi e forme;
è solo quando essi vengono messi da parte e viene identificata la fonte sottostante
che è possibile riconoscere la Verità.
(Shri Sathya Sai Baba)
La lampada è un simbolo sacro della Divinità.
La fiamma della lampada sale sempre verso l'alto;
dovunque venga accesa, essa disperde l'oscurità.
Per dissipare l'oscurità dell'ignoranza dentro di voi
avete bisogno della Lampada Divina della saggezza.
Solo allora potrete
brillare come persona.
La purezza interiore è lo stoppino di questa Lampada Divina,
la devozione è l'olio e la Grazia Divina è il fuoco
tramite il quale la lampada della saggezza può venir accesa.
(Shri Sathya Sai Baba)
Fa' il bene e la morte non scuoterà il felice sorriso dalle tue labbra.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il miglior tonico è la forza di volontà;
diverrà grande quando saprai di essere figlio dell'immortalità,
o una persona che ha ottenuto la Grazia di Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il sacro dovere di un uomo è quello di essere sempre consapevole dell'atma
che risiede in ogni essere umano,
questo lo renderà cosciente dell'affinità che ha con tutti gli altri esseri umani.
Questa è la base della fratellanza dell'uomo e della paternità di Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Tutte le cose e tutti gli esseri sono sacri per diritto
e non sono altro che dei pellegrini sulla strada della realizzazione.
Ogni ferità inflitta a chiunque di loro è un'interferenza nel loro viaggio sacro
e perciò deve essere evitata scrupolosamente.
(Mahavira)
Sono venuto per ripristinare l'antica strada che conduce a Dio.
Non sono venuto per conto di alcuna setta, credo o religione.
Sono venuto per accendere la luce dell'Amore nel cuore di tutta l'umanità.
(Shri Sathya Sai Baba)
La verità può emergere solo da una mente pura e da un intelletto non confuso.
(Shri Sathya Sai Baba)
Sapete perché Dio ci ha dato un corpo umano?
Forse affinché indulgiamo in azioni malvagie o sprechiamo una vita preziosa?
No, no. Il corpo è stato dato all’uomo affinché egli si sforzi di ottenere la Divinità
e non perché ne faccia un cattivo uso.
Dovete essere voi stessi a capire i sacri scopi per cui dovete usarlo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Ci sono quattro Mahâvâkya nei Veda, e precisamente:
Tat Tvam Asi: Quello tu sei.
Prajñânam Brahma: La Consapevolezza Piena e Costante è Brahman.
Ayam Âtmâ Brahma: Questo stesso Âtma (Sé) è Brahman.
Aham Brahmâsmi: Io sono Brahman.
(Shri Sathya Sai Baba)
(Mahâvâkya: questo termine significa letteralmente “Grande Parola”.
Si tratta di un assioma divino che pone in risalto,
per mezzo dei testi sacri, una profonda verità spirituale.
Ognuno dei Veda ha un suo assioma principale che Baba elenca nel Discorso)
La collera è la peggior esibizione dell'ego.
(Shri Sathya Sai Baba)
Se non vuoi che il mondo e le sue reazioni si appiccichino a te,
devi spalmare sulla mente un po' di disinteresse.
(Shri Sathya Sai Baba)
Bhaja govindam bhaja
govindam
govindam bhaja mûdha mate
samprâpte sannihite kâle
nahi nahi rakshati dukruñ karane
“O uomo sciocco, canta il Nome di Govinda;
le regole di grammatica non ti salveranno all’avvicinarsi della fine.”
(Âdi Shankara)
Bhajan significa spirito, non semplicemente forma.
Lo spirito di un canto è bhajan, il semplice canto è musica.
Il solo canto è musica, lo spirito del canto è bhajan.
Questa è la differenza tra i due.
Il canto, la musica sono solo melodia, ritmo, tonalità,
ma lo spirito del bhajan , lo spirito del canto,
lo spirito del bhajan è quello di farti immergere, sciogliere e scomparire.
(Anil Kumar)
Lasciatemi concludere questa mattina con alcuni punti importanti,
a beneficio di coloro che si sono uniti a noi in ritardo.
Il primo punto è: chi è calmo e tranquillo, è spirituale.
Uno può essere calmo e tranquillo se ha Amore dentro di sé.
Il comportamento
contrario è causato dall'assenza di Amore.
Punto secondo. Dio non è la meta, ma è il viaggio.
L'Amore è l'inizio, e Dio è il pellegrinaggio.
La spiritualità è un'eterna ricerca.
Punto terzo: la gioia, la beatitudine che noi mostriamo esteriormente durante i bhajan,
durante la meditazione o durante qualche attività, durante il darshan,
non dovrebbe essere per un tempo determinato.
Come danza, quella musica, quell'estasi dovrebbero essere in me sempre e ovunque.
La gioia e la beatitudine dovrebbero essere in me sempre e ovunque.
L'armonia esteriore e interiore sono sincronizzate.
Il sincronismo è armonia.
L'unione del piacere esteriore e della beatitudine interiore, il canto esteriore e il canto interiore
con gli stessi ritmi e cadenze rappresentano la vera indicazione di un uomo spirituale.
Punto quarto. Se la mia fame, la mia sete per Dio è piena e totale non ho bisogno di essere preoccupato:
Dio verrà da me. Senza questa
assoluta fame e sete, anche se vado da Dio non ne trarrò beneficio.
Se non siete affamati, andare alla canteen occidentale o a quella dell'India del Sud
o alla canteen dell'India del Nord, non ha senso, perché non avete fame.
Se siete affamati, veramente affamati, ovunque andiate,
quella fame sarà saziata, quella fame sarà calmata.
E' così.
Punto quinto. Osserviamo la nostra mente, andiamo al di là della mente
perché lo scopo della meditazione è quello di creare una distanza tra la mente e l'osservatore.
Più ampio è lo spazio, maggiore è la distanza, meglio è.
Questo è lo scopo della meditazione.
In poche parole, andare oltre la mente è l'obiettivo della meditazione.
Con queste riflessioni prendo commiato da voi per questa mattina,
con la preghiera di incontrarci ancora sicuramente la prossima settimana, stesso giorno, stessa ora.
(Anil Kumar)
Da come sei felice puoi misurare quanto sei sulla retta via.
(Shri Sathya Sai Baba)
Se il vostro 'Samskara'
(le predisposizioni derivanti dalle azioni compiute in questa vita o in vite precedenti)
non è buono e le vostre inclinazioni non sono elevate,
non vi verrà l'idea di venire a Puttaparthi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Chi è un giovane? È colui che è dotato di amore, verità e beatitudine.
(Shri Sathya Sai Baba)
La fretta crea spreco; lo
spreco genera ansia.
Quindi, non abbiate fretta.
(Shri Sathya Sai Baba)
Devozione significa amore disinteressato per Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
L’universo è simile a un albero gigantesco:
lo scienziato è interessato solo ai suoi rami
mentre il santo cerca di trovarne le radici.
(Shri Sathya Sai Baba)
“Kâlâya namah
kâlâkâlâya namah
kâladarpa damanâya namah
kâlâtîtâya namah
kâlasvarûpâya namah
kâlanimittâya namah”
Omaggi a Colui che è il tempo.
Omaggi al Padrone del tempo.
Omaggi a Colui che ha conquistato la vanità del tempo.
Omaggi a Colui che trascende il tempo.
Omaggi all’Incarnazione del tempo.
Omaggi a Colui che determina il tempo.
Fate il giusto uso del tempo, perché il tempo è Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
A dispetto di tutta la
sua istruzione e la sua intelligenza,
l’uomo stolto non conosce il suo vero Sé
e la persona di mente gretta non abbandonerà le sue vili qualità.
L’educazione moderna porta solo alle diatribe,
non alla perfetta saggezza.
A che serve farsi un’istruzione terrena
se essa non può condurvi all’immortalità?
Acquisite perciò la conoscenza che vi rende immortali.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non dimenticate mai Dio; a tempo debito, Egli riverserà la Sua grazia su di voi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Ognuno vede quel che io sembro ma pochi sentono quello che io sono.
(Shri Sathya Sai Baba)
Chi ama tutti ha per amico il mondo, chi ama solo se stesso vive in solitudine.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non è sacrificio offrire qualcosa di superfluo,
ma rinunciare a ciò che ti è caro e che è essenziale per te.
(Shri Sathya Sai Baba)
Riconoscere un proprio errore è l'inizio della saggezza.
(Shri Sathya Sai Baba)
La vita umana è un viaggio dall' "io" al "noi".
(Shri Sathya Sai Baba)
Non c’è morte in assoluto.
L’apparizione del corpo è nascita, la sparizione del corpo è morte,
ma la vita è continua, costante, infinita.
La vita è oltre.
(Anil Kumar)
Quando qualcuno ringrazia Baba, voi lo sentirete dire:
“Non ringraziare: Io non sono una terza persona.
Tu ed Io siamo Uno, perché mi ringrazi?”
(Anil Kumar)
La vostra coscienza è il vostro guru
Baba dice che non avete bisogno di cercare un guru.
I vostri pensieri più intimi, la vostra voce interiore, la vostra stessa coscienza sono il vostro guru.
Seguite il Maestro, seguite la vostra coscienza, non il maestro della vostra classe o un maestro in una caverna.
Guru Purnima è il giorno in cui trovare il Maestro dentro di voi.
Il Maestro-coscienza è dentro di noi, il Maestro-coscienza è in tutti.
Seguiamo la nostra coscienza che ci indica la giusta strada. Questo è il messaggio di Guru Purnima.
Inoltre Bhagavan ci dice che un guru vi indica e vi parla sempre della Divinità che è senza forma.
(Anil Kumar)
C’è differenza tra felicità e beatitudine:
in parole povere, la felicità è passeggera, viene e va,
e la beatitudine è qualcosa che sgorga dall’interno,
emerge dal cuore come risultato della propria unione con Dio.
Se ci si sente separati da Dio non si può sperimentare la beatitudine.
(Shri Sathya Sai Baba)
Si dovrebbe esser pronti a sacrificare il proprio corpo per avere l’esperienza della beatitudine eterna.
(Shri Sathya Sai Baba)
Piacere e sofferenza, buono e cattivo coesistono; nessuno può separarli.
Non potete provare il piacere e la sofferenza, o il buono e il cattivo,
escludendo uno dei due. Il piacere è il frutto delle difficoltà.
Dio non causa sofferenza a nessun essere vivente della Sua creazione:
tutti i dolori e le difficoltà sono causati solo dall’uomo.
Dio è il protettore di tutti gli esseri viventi; Egli procura pace e felicità a tutti.
(Shri Sathya Sai Baba)
Di fatto, il nome vero e proprio dell’essere umano è Ânandamaya (fatto, costituito di beatitudine).
Mânavatva (l’umanità) è destinata a elevarsi al livello di Daivatva (Divinità).
(Shri Sathya Sai Baba)
Ogni istante della nostra vita può essere considerato come un'occasione presente di rinascere,
libera dalle intrusioni del passato e dalle anticipazioni del futuro.
(Gerald Jampolski)
La fortuna e la sfortuna dipendono in larga misura
da un atteggiamento interiore nei confronti della vita e degli altri.
(Pierre Daco)
La mente vuole la separazione. L'Amore vuole l'unità.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il corpo è il tempio mobile di Dio;
Il corpo è una bolla di sapone;
La vita è eterna, il corpo è temporaneo.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'arrivo del corpo è chiamato nascita mentre la partenza del corpo è chiamata morte
ma nessuno muore e nessuno è mai nato.
Questa è la verità. La vita è eterna ma il corpo è temporaneo.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'identificazione con il corpo è attaccamento;
l'identificazione con la mente è ego.
(Shri Sathya Sai Baba)
Per la salute fisica è importante il cuore.
Per la cultura, è importante la testa.
Per il corpo, l'acqua è essenziale.
Queste tre cose, Sanità, Educazione ed Acqua,
devono essere di libero accesso,
non devono essere oggetto di mercato.
Esse provengono tutte da Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Le notizie sono ciò che qualcuno vuole eliminare.
Tutto il resto è propaganda.
(Rubin Frank)
La morte è un'iniziazione.
(Platone)
Se vuoi guarire il tuo corpo
devi prima guarire la tua anima.
(Platone)
La terra non può fuggire tanto in basso
che il cielo non fluisca in essa
e non imprima in essa la sua potenza.
(M. Eckhart)
L'Evoluzione è la legge della vita.
Il numero è la legge dell'Universo.
L'Unità è la legge di Dio.
(Pitagora)
La luce piena è sapienza e la tenebra è ignoranza.
Il dubbio sorge quando c'è solo mezza luce.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'esperienza è necessaria affinché ciò che viene appreso dai libri
trovi la sua conferma e il suo consolidamento.
(Shri Sathya Sai Baba)
Amare è mettere la nostra felicità nella felicità di un altro.
(G. W. Von Leibnitz)
Nel desiderio di fondersi in Dio non c'è egoismo; non è contrazione, ma espansione.
(Shri Sathya Sai Baba)
Azione e reazione, buono e cattivo, liberazione e schiavitù, merito e peccato,
sono tutte funzioni della mente di chi agisce e di chi sperimenta
ma dal momento che noi oltrepassiamo lo stato della mente e siamo solo il testimone,
vi sarà il non-dualismo, l’esperienza dolcissima del Sé.
La conoscenza di questo viene chiamata "Conoscenza del Sé"
ed è per ottenere questa che siamo nati.
(Anil Kumar)
Siate testimoni.
Quando le azioni non procedono dalla mente,
quando tutte le cose accadono e noi ne siamo i testimoni non coinvolti,
non esiste nulla di buono e nulla di cattivo, non c’è nulla di meritevole né di peccaminoso.
Quando si è testimoni, non c’è nulla, nessuna reazione
mentre dove c’è la mente c’è tutto,qualsiasi reazione.
Se c’è la mente io risentirò degli effetti e non li sentirò affatto se sarò solo il testimone.
(Anil Kumar)
Corruzione non significa necessariamente l’antica pratica immorale di chi accetta tangenti,
la qual cosa ci è familiare; mi riferisco a un altro aspetto, quello della mente corrotta.
Una mente corrotta è una mente programmata, ristretta e prevenuta, una mente negativa e parziale
che ha già preso la sua posizione senza concedere alcun spazio al dialogo o alla discussione.
(Anil Kumar)
L’educazione richiede un insegnante esterno, un programma di studio, un istituto universitario, un curriculum.
L’Educare, non ha nulla a che fare con tutti questi agenti esterni,
perché non è altro che il risveglio dei nostri concetti interiori, dell’essere interiore,
della scintilla interiore di cui siamo il prodotto e che è sempre presente, immanente e latente.
L’educazione fa di me un uomo civilizzato, mentre l’Educare fa di me un uomo di cultura.
(Anil Kumar)
L’Educazione è per il nostro modo di vivere, Educare è per la nostra vita.
L’Educazione è per la nostra condizione sociale, Educare è per nostro Sé.
(Shri Sathya Sai Baba)
La natura insegna
La Natura dimostra precisione.
Il sistema solare e lunare, le galassie, le stagioni, i cinque elementi:
quale ordine, quale accuratezza, come sono perfetti ed armoniosi!
La Natura insegna pertanto la lezione dell’unità, dell’amicizia, della cooperazione e dell’armonia.
Insegna l’unità e l’unidirezionalità.
La Natura insegna la lezione del sacrificio:
nessun fiume beve la sua stessa acqua, nessuna mucca beve il suo stesso latte,
nessun albero mangia i suoi stessi frutti. La natura insegna la lezione dell’assenza di egoismo.
Il sole è responsabile del sostentamento dell’intero mondo organico:
piante, animali ed esseri umani vivono grazie alla luce del sole;
ma il sole non si aspetta neanche una parola di ringraziamento da noi,
Egli compie tutto questo automaticamente.
" L’amore senza dovere è Divino", afferma Baba.
Il sole non è vincolato dal dovere, fa tutto per Amore.
La Natura insegna dunque questa lezione: L’Amore senza dovere è Divino.
La natura insegna anche la lezione della tolleranza.
Le montagne restano immobili a dispetto delle tormente,
del vento, del caldo afoso e del freddo insopportabile, esse non ne risentono.
La loro pazienza e sopportazione è una lezione della Natura per tutta l’umanità.
Gli alberi sono disponibili a fare ombra a chiunque,
a qualsiasi classe sociale, nazione o casta appartenga.
Un albero non si preoccupa di quale sia il tuo ceto;
è pronto ad offrire la sua ombra a chiunque venga a ripararsi sotto di lui.
Ecco che l’albero ci insegna la lezione dell’equità e dell’equanimità.
Gli animali, le scimmie, gli uccelli e gli elefanti si muovono tutti insieme;
solo l’uomo vuole stare da solo. La Natura ci insegna la lezione del vivere nella società.
Le formiche ci insegnano la determinazione: se voi fermate una formica sul suo percorso,
essa troverà un modo per aggirare l’ostacolo e continuerà la sua via.
Noi invece, se troviamo una porta chiusa, torniamo indietro subito.
La formica non ha paura delle porte chiuse,
riuscirebbe anche a ‘saltare’ l’ostacolo se potesse, perché ha una grande determinazione.
Infatti la determinazione è la lezione che le formiche insegnano all’umanità.
Osservate un leone, può anche essere debole e sofferente,
può essere anche a digiuno da molto tempo,
ma non si abbasserebbe mai a mangiare solo erba sporca, in nessuna circostanza.
Questo è la dignità ed il prestigio.
Quindi, obbedire alla Natura,
avere un’attitudine gentile nei confronti della Natura è la nostra vera essenza;
che non è altro che il riflesso del Divino.
(Anil Kumar)
Tutte le cattive tendenze che tu trovi nelle altre persone sono le tue stesse cattive tendenze.
Tutto è un riflesso dei tuoi sentimenti interiori.
(Shri Sathya Sai Baba)
Definizione di hindu
Che meravigliosa definizione ha dato Baba della parola Hindu!
Questa parola è stata grandemente mal interpretata e fraintesa
conducendo così a fazioni, tensioni, saccheggi, divisioni ed altre cose.
Ma cosa dice Baba a proposito dell’Induismo?
Egli dice che Hin significa ‘ violenza’ , mentre du significa ‘star lontano da’.
Quindi Hindu vuol dire ‘ stare lontano dalla violenza’.
Ora ditemi, chi è che non è un Hindu?
Può un uomo dirsi ricco e vivere dentro la stazione? Che ricchezza sarà mai la sua?
Per cui un vero Hindu deve essere assolutamente separato da himsa,
ossia dalla violenza, secondo la definizione data da Swami.
(Anil Kumar)
La ricchezza che accumulate non è vostra.
La ricchezza che avete distribuito è vostra.
(Shri Sathya Sai Baba)
Oggi chiunque, che si ritenga o meno un devoto, dovrebbe smettere di mangiare carne.
Perché? Mangiare carne favorisce soltanto le qualità animali e le tendenze demoniache.
È stato ben chiarito che il cibo che si consuma determina i propri pensieri;
mangiando la carne morta di vari animali, le qualità di questi vengono assorbite.
Coloro che sinceramente cercano di diventare devoti di Dio
devono quindi abbandonare il cibo non vegetariano.
Definendo se stessi devoti di Sai o devoti di Rama e Krishna, essi si rimpinzano di polli:
come possono essere definiti devoti di Sai?
Quindi, che siano devoti in India o altrove,
dovrebbero smettere di mangiare carne in questo stesso istante.
Coloro che aspirano a divenire veri e i propri devoti di Dio
devono abbandonare la carne, i liquori, il fumo ed il giuoco ".
(Shri Sathya Sai Baba)
Tutto ciò che ha vita cerca di rimanere vivo;
nessun essere vivente immolerebbe se stesso per fornire cibo ad un altro.
Anche gli animali, gli uccelli ed i pesci desiderano vivere proprio come gli esseri umani;
anch'essi lottano, gridano e provano dolore nel venire feriti
proprio come faremmo noi se fossimo catturati e minacciati di venir uccisi.
La sola differenza è che gli animali non possono esprimere con le parole il supplizio che provano.
È stato reso noto che i maiali che vengono macellati gridano in modo simile agli umani.
(Shri Sathya Sai Baba)
Qualunque forma di violenza è diabolica
e uccidere animali innocenti corrisponde a manifesta ferocia.
(Shri Sathya Sai Baba)
È un fatto che anche le piante abbiano vita come gli animali
ma questi sono dotati di mente e sistema nervoso mentre le piante non li posseggono.
Le piante non provano dolore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il cibo condiziona la natura della mente, la mente guida il pensiero,
il pensiero è tradotto in azione e l'azione produce corrispondenti risultati ed effetti.
Questa consequenzialità, tra il cibo che mangiamo e il risultato delle nostre azioni,
evidenzia il fatto che mangiare carne porta ad azioni bestiali ed effetti demoniaci .
(Shri Sathya Sai Baba)
La carne infonde nel sangue le proprie caratteristiche come la passione ed altre simili qualità.
I pensieri sporchi vengono dal pesce; esso emana cattivo odore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Se mangiate del montone o della pecora, dovete chiedervi quali siano le qualità della pecora;
le pecore seguono, seguono, seguono, per cui voi perdete la discriminazione.
Se mangiate del maiale svilupperete la sua caratteristica che è l'arroganza.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'uomo che ha raggiunto la vetta ha la responsabilità di condurre se stesso e tutte le creature viventi
verso la meta della liberazione ed evolvere verso una più alta consapevolezza.
Quando cominciammo a riconoscere questa Unità nella diversità,
le nostre attitudini ed azioni cominciano ad essere permeate da pensieri sacri.
Prendere la vita di un animale, per qualsiasi ragione, diventa quindi privo di significato,
men che meno per il cibo.
(Shri Sathya Sai Baba)
La ragione per cui la popolazione umana è in aumento
è che gli animali che noi uccidiamo e mangiamo rinascono come esseri umani per cui,
con il numero di animali che vengono uccisi per farne cibo,
non meraviglia che vi siano così tante persone nel mondo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il vegetarianismo non è fine a se stesso;
esso punta ad uno scopo:
la Visione dell'Uno in tutti.
(Neeta e David Sanders)
Non puoi vedermi, ma sono la Luce attraverso la quale tu vedi.
Non puoi ascoltarmi, ma sono il Suono attraverso il quale tu senti.
Non puoi conoscermi, ma sono la Verità attraverso la quale tu vivi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il sentimento che domina all'istante della morte opererà con gran forza nella prossima vita.
(Shri Sathya Sai Baba)
Dove c'è Fede, c'è Amore; dove c'è Amore, c'è Pace; dove c'è Pace, c'è Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
L’Amore divino è la cosa più preziosa del mondo;
per quanto le sue virtù vengano esaltate, non è possibile descrivere la sua grandezza
in quanto nessun essere vivente di questo mondo può essere privato dell’influenza dell’amore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il Santo Tyâgarâja cantò:
"Dalla formica a Brahman, in Shiva o in Keshava,
Tu dimori nella pura e incontaminata forma dell’Amore, o Râma.
Ti prego, sii anche il mio protettore."
Qual è la forma di una formica e qual è la forma di Brahman?
Brahman è infinito, mentre la formica è una piccola creatura.
Dal punto di vista fisico non può esservi paragone tra la forma di una formica e la forma di Brahman ma,
dal punto di vista spirituale, la Divinità è immanente in entrambi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Un uomo sciocco, nonostante la sua intelligenza ed educazione,
non conoscerà il suo vero Sé e una persona di mentalità meschina
non abbandonerà le sue qualità malvagie.
La moderna istruzione porta soltanto alla discussione e non alla vera saggezza.
A che cosa serve un’istruzione che non può condurvi all’immortalità?
Acquisite la conoscenza che vi farà immortali.
(Shri Sathya Sai Baba)
La parola "Satya" consiste di tre lettere: "Sa", "Ta" e "Ya".
La lettera "Sa" rappresenta la qualità Satvica,
"Ta" la qualità di Tyâga (il Sacrificio)
e "Ya" le qualità di Yama e Niyama (il controllo dei sensi interni ed esterni).
Quindi, la parola "Satya" significa promuovere la qualità Satvica
con spirito di sacrificio mantenendo il controllo dei sensi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Cari studenti!
Voi dovete sforzarvi di ottenere la grazia di Dio fin dalla vostra fanciullezza;
se pregate per la Sua grazia e vi sforzate di ottenerla, Egli vi proteggerà.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non calcolate né conteggiate ciò che il Sai Baba di Puttaparthi vi dà;
Io non dono per attrarvi a Me: dono solo per riempirvi di Ânanda (Gioia).
Spandere Gioia: questo è il Mio compito. Io non voglio che Mi esaltiate;
sarò soddisfatto se confiderete in Me.
(Shri Sathya Sai Baba)
Scopri cosa è giusto e cosa è sbagliato. Se è giusto, fallo; se sei incerto, non far nulla.
(Shri Sathya Sai Baba)
La pioggia cade in modo uniforme sulla terra,
ma la terra dà i frutti in conformità alla qualità del suolo e delle sementi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non si possono sempre fare cortesie ma si può sempre parlare cortesemente.
(Shri Sathya Sai Baba)
Noi desideriamo la pace in questo mondo, ma non esiste la pace nel mondo esteriore:
la pace si trova dentro di noi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Troviamo folle immense, grandi raduni di gente
in posti dove vengono seguite ed onorate cose mondane, competizioni ed affari.
Il percorso spirituale, il cammino spirituale non è per tutti.
Gli antichi testi chiaramente lo dicono e Bhagavan ce lo dice ripetutamente: noi siamo i figli di Dio.
Quello che sceglie il cammino spirituale, quello che intraprende il percorso spirituale
è un figlio scelto ed amato da Dio.
(Anil Kumar)
Quando i boccioli che fioriscono sono pieni di sorrisi,
quando i boccioli ed i bouquet sono proprio davanti ai tuoi occhi,
non puoi sorridere?
Quando guardi l’arcobaleno, non puoi saltare di gioia?
Non puoi godere del tocco leggero della fresca brezza della sera?
Non puoi vedere il meraviglioso dipinto di Dio,
attraverso le tele del cielo nella sera?
(citato da Anil Kumar)
Il presente non è un semplice presente, è onnipresente.
Il presente è il risultato del passato, è il fondamento del futuro
e nel presente trovate il passato, presente e futuro: onnipresente.
(Shri Sathya Sai Baba)
Posso anche assicurarvi che Dio non è una meta.
Come tempo e spazio, voi siete distanti dal posto in cui si trova Dio,
ma tempo e spazio non hanno niente a che fare con Lui.
Quindi, amici miei, Dio non è una meta ma una realtà vissuta,
Dio è esperienza o esistenza vissuta,
Dio è una realtà interiore vissuta, ugualmente contemplata da tutti.
Dio non è un’esperienza esclusivamente teorica.
(Anil Kumar)
Un mendicante non è colui che è senza denaro,
è colui che si sente infelice pensando che quello che ha
sia insufficiente anche se non è un mendicante nel senso comune.
Pertanto l’uomo che desidera è un mendicante,
mentre l’uomo che è soddisfatto, contento, è l’uomo più ricco della terra.
Un uomo competente, un uomo modesto, soddisfatto, è un uomo ricco.
Il cosiddetto ricco, colui che ha un enorme conto in banca e che vuole aumentarlo,
è un mendicante di prima categoria.
(Anil Kumar)
Necessità di educazione nei valori umani
Amici, una tigre non può cambiare le sue abitudini alimentari e così un leone.
Noi non abbiamo bisogno di dire al leone "Leone, comportati come un leone",
non abbiamo bisogno di dire a ogni tigre "Tigre, sii realmente una tigre;
per piacere, impara ad essere una tigre".
Io non devo dire così ma, sfortunatamente, non è così con gli uomini.
Talvolta bisogna dire: "Uomo, sappi che sei un uomo. Umano, comportati in modo umano."
Questa è la cosa più sfortunata per noi.
Ai cani non c’è bisogno di rammentare che essi sono cani e ad un serpente che è un serpente,
ma ad un essere umano bisogna rammentare che è un essere umano.
Questa è la tragedia della nostra vita.
Ad un essere umano deve venir rammentato continuamente che è un essere umano.
Questa è la ragione per cui c’è necessità di educazione nei valori umani.
(Anil Kumar)
Lo scopo di Baba nel venire qui in forma umana, stare di fronte a noi,
è quello di far in modo che Lo possiamo vedere interiormente.
Baba, con la Sua forma esteriore, ci dirige.
E’ lo stesso Baba interiore la guida spirituale da seguire.
Il viaggio spirituale consiste nel ricercarLo interiormente.
Lo vedete esternamente, ma cercateLo interiormente, lo trovate là.
Questo è il viaggio spirituale.
(Anil Kumar)
La spiritualità dice che potete superare voi stessi
La spiritualità è una sicurezza.
Che tipo di sicurezza? La spiritualità dice che voi potete eccellere; il mondo non vi dirà mai così.
"Non potete eccellere, Rockfeller. Non potete eccellere, Einstein. Non potete eccellere, Birla. Impossibile!
" Questo è ciò che dice il mondo ma la spiritualità dice che potete superare voi stessi,
potete eccellere oltre voi stessi. Cosa significa "eccellere oltre sé stessi"?
Dovete superare il vostro stesso record, dovere stabilire il vostro ottimo, il vostro massimo.
Sì! Potete superare voi stessi: questo è l’insegnamento del Vedanta (scritture indù o filosofia).
Come si può superare sé stessi? Io posso superare me stesso pensando che sono al di là del corpo.
Finché penso di essere il corpo, sono limitato mentre, quando penso che non sono il corpo,
sono chiunque, non un singolo, sono vasto e mai solo. Penso di essere chiaro.
Quando non sono una definita forma fisica, posso andare oltre ed allora sono chiunque.
Sì, la gente dice: "Dio non ha forma". Cosa significa? Significa che tutte le forme sono Sue.
Pertanto non possiamo dire: "Questa è la Sua particolare forma". Dio è senza forma.
Questo non significa che Dio ha forma immensa, significa che tutte le forme sono Sue.
(Anil Kumar)
L'uomo ama perché egli è Amore; Egli cerca la gioia, poiché è Gioia.
Ha sete di Dio poiché è composto da Dio e non può esistere senza di Lui.
(Shri Sathya Sai Baba)
I tre
filtri
Nella Grecia antica Socrate era apprezzato da tutti per la sua saggezza.
Si racconta che un giorno
incontrasse un conoscente che gli disse:
"Socrate, sai che cosa ho appena sentito di un tuo studente?
"Aspetta un momento," rispose Socrate.
"Prima che tu me lo
dica vorrei che tu sostenessi un piccolo esame che è chiamato "Esame dei
tre filtri".
"Tre filtri?"
"Esatto," continuò Socrate. "Prima che tu mi parli del mio
studente,
filtriamo per un momento
ciò che stai per dire.
1° filtro, Filtro della Verità: Ti sei accertato al di là di ogni dubbio che
ciò che stai per dirmi è vero?"
"No" disse l'uomo "in effetti me lo hanno raccontato."
"Bene," disse Socrate. "Quindi tu non sai se sia vero o meno.
2° filtro, Filtro della Bontà : Ciò che stai per dirmi sul mio studente è
una cosa buona?"
"No, il contrario"
"Allora" Socrate continuò "tu vuoi dirmi qualcosa di male su di
lui senza esser certo che sia vero?"
L'uomo si strinse nelle spalle un po' imbarazzato.
Socrate proseguì:" Puoi ancora passare l'esame perché c'è il
3° filtro, il Filtro dell'Utilità : Ciò che vuoi dirmi circa il mio studente
mi sarà utile?"
"Veramente.. non credo "
"Bene," concluse il Saggio , "se ciò che vuoi dirmi non è Vero,
non è Buono e neppure
Utile, perché me lo vuoi dire?"
Voi siete qui in forza della Sua Grazia.
La prima domanda è:
"Come sappiamo di godere della grazia di Dio, della grazia del Guru, della grazia di Bhagavan?"
La risposta è semplice: il fatto stesso di essere interessati nel Suo Messaggio,
il fatto stesso che ci interessi partecipare alla Sua Missione,
che vogliamo cominciare una Sadhana, che vogliamo cominciare a mettere in pratica,
è sufficiente indicazione che noi godiamo della Sua Grazia.
Ci sono tre punti che lo indicano:
noi siamo interessati al Suo Messaggio,
noi siamo entusiasti di partecipare alla Sua Missione,
noi desideriamo cominciare una pratica spirituale o Sadhana.
Questi tre sono il segno sicuro della Sua Grazia su di noi perché questo non accade a tutti.
Siamo tutti scelti da Lui; quando qualcuno dice "Swami, benedicimi Ti prego"
Egli dice "tu sei qui perché sei già benedetto".
Quando qualcuno dice "Swami, io non ho alcun controllo sul mio corpo né sulla mia mente,
io non sono caritatevole, come posso meritare la Tua Grazia?"
Baba dice "Perché chiedi come puoi meritare la Mia Grazia?
Tu l'hai già ottenuta ed è per questo che sei qui".
Quindi convinciamoci, al di là di qualsiasi dubbio, che noi siamo benedetti,
che riceviamo sufficiente Grazia da Bhagavan come Egli chiarisce con le Sue Parole.
La condizione di beatitudine di Bhagavan è il nostro esempio.
La seconda domanda:
"Come descriviamo l'esperienza di una persona che gode della Sua Grazia?
Io dico di avere Grazia sufficiente ma come lo so? Come posso manifestarlo?
Come posso accertarlo? Come possono gli altri saperlo? Come puoi esserne sicuro tu stesso?"
La risposta è: la condizione di beatitudine di Bhagavan sia il nostro esempio.
Noi Lo vediamo sempre sorridente, mai preoccupato; non Lo vediamo mai ansioso, mai affrettato.
Egli non dà spazio alla fretta né occasione alla preoccupazione, in nessun caso;
Egli è sempre calmo e composto.
Che si celebri il Compleanno, Dasara o Shivaratri, che ci sia una grande folla di devoti
o sia un momento di quiete in cui i devoti presenti sono pochi, il Suo stato di beatitudine rimane invariato.
Grandi folle di devoti non lo rendono mai eccessivamente gioioso
come piccole folle di devoti non lo deludono mai.
La presenza di un primo ministro, di un presidente o di un dignitario estero non Lo rende estatico
come la presenza di persone comuni come noi non Lo delude.
Egli rimane lo stesso, costante, indipendentemente dalle celebrazioni e dalla presenza di dignitari;
indipendentemente da qualsiasi cosa, Egli mantiene uno stato di perfetto equilibrio,
di perfetta postura, di perfetta equanimità e perfetta stabilità.
Questo è un esempio, una dimostrazione a noi tutti che indica che siamo oggetto della Grazia di Baba.
La Grazia si sperimenta qui ed ora.
Colui che è sempre in dubbio, che è sempre preoccupato, molto agitato, colui che è spesso irritato,
che non ha pace della mente, non può dire che sta godendo il calore della Sua Grazia,
non può dire con sicurezza di esserne il destinatario.
Per darvi un esempio, sé qualcuno è in una stanza con tutte le porte e le finestre chiuse,
senza elettricità e dice ancora che c'è luce, ha bisogno di cure mentali.
Irritazione ed agitazione non sono le caratteristiche di chi gode della Grazia di Dio.
Uno che vive di aspettative, di speranze, uno che pensa sempre al futuro
non può dire di essere colui che gode della Sua Grazia:
la Grazia di Baba si sperimenta qui ed ora.
"Signore, le dirò domani se io ho la Sua Grazia o no". Sciocchezza!
La Grazia si sperimenta qui ed ora. Come sai che la stai sperimentando? Dalla tua equanimità.
Come si manifesta? Attraverso il tuo stato mentale equilibrato, attraverso la tua stabilità,
la tua mente che non vacilla e che è sempre felice,
sempre piena di beatitudine e pacifica proprio come Baba Stesso.
Non c'è nessun altro Brahman perché Brahman è Lui Stesso.
Osservando Swami, non potete essere troppo seri, vicino a Swami non potete essere agitati;
durante il darshan non potete piangere, è impossibile.
Proprio come sotto il sole l'oscurità è impossibile,
alla presenza di Dio la sofferenza e la tristezza non hanno spazio.
(Anil Kumar)
Una Incarnazione, o Avatar, o un guru, viene compreso, viene sperimentato
a seconda del proprio livello di consapevolezza,
a seconda del livello a cui Lo avviciniamo,
a seconda del nostro livello di comprensione.
(Bhagavan Ramana Maharishi)
Quello che segue è un esempio dell'umorismo di Bhagavan Ramana Maharishi.
Una volta Egli disse ad un gruppo di devoti che erano andati a trovarLo:
"Ascoltate: se voi pensate che Io sia illuminato, se voi pensate che Io sia realizzato, non ho niente da dirvi".
"Che cosa Swami? Che cosa hai detto? Perché dici così?
Noi siamo venuti da te perché tu sei un'anima realizzata, perché sei un'anima illuminata;
perché dici di non avere niente da comunicarci?"
Egli rispose: "Da questa posizione di illuminazione io non vedo nessun "altro", io non trovo un "altro"!
Tutte le persone che sono qui sono un riflesso di Me Stesso;
voi tutti i siete degli specchi in cui Io vedo Me stesso. Che divertimento c'è a parlare con Me stesso? (Risate)
Quindi, come anima illuminata, io lo non ho niente da dirvi perché non c'è nessuno altro.
Non c'è un secondo perché è il Sé è Uno senza un secondo e quindi si comunica a chi?
Se invece voi dite che io sono un ajnani (ignorante), Io non ho niente da condividere.
Come anima illuminata non ho nessuno con cui comunicare e come ignorante non ho niente da condividere".
Egli voleva solo esprimere quanto la conoscenza di Sé sia importante, quanto importante sia l'indagine di Sé!
(Anil Kumar)
Fino a che non imparo a vedere all'interno il Guru esteriore, non sono arrivato, sono ancora per via,
c'è ancora una strada molto lunga da fare, una strada molto lunga da percorrere.
(Anil Kumar)
La vera libertà arriva quando questa catena di nascita e morte è spezzata;
la liberazione arriva il giorno in cui noi siamo affrancati da questo legame.
La vera libertà è ciò che noi chiamiamo "liberazione ".
La liberazione è la vera libertà ed arriva quando non dobbiamo nascere di nuovo
cosicché non dobbiamo aspettare la chiamata della morte.
(Anil Kumar)
Qual è il risultato
finale di tutta la mia Sadhana?
Io incontro anche gente che chiede: " Qual è il risultato finale di tutta
la mia Sadhana? "
Alcuni miei amici vengono da me dicendo: " Ho scritto 'Om Sri Sai Ram' dieci lak di volte (un milione ).
Si, io continuo a scrivere 'Om Sri Sai Ram'; lo ho scritto ormai centinaia di migliaia di volte.
Quando devo smettere di
scriverlo? ".
Ci sono altri che dicono: "Io ho mangiato di notte per anni; quando posso
smettere? "
Ed ancora: " Ho meditato ogni mattina per un'ora, dalle 5 alle 6. Come so che ne traggo beneficio?
Come faccio a saperlo?
Questo processo di meditazione mi è utile? Devo smettere?"
Questi sono gli interrogativi che ci vengono in mente.
Ascoltate questo semplice esempio dato da Bhagavan Baba;
sembra che un bambino, mentre stava coricandosi, abbia detto a sua madre:
" Madre, ti prego di svegliarmi quando avrò fame ".
La madre ha fatto una risata di cuore:
" Debbo svegliarti quando avrai fame? Ti sveglierai da solo perchè la fame non ti farà a dormire ".
In egual modo "Quando devo smettere la sadhana? "Quando so che ne ho profittato?
Quando comprendo di non averne più bisogno?"
È la nostra stessa esperienza a dircelo.
"Quando devo
smettere di mangiare?" Quando ti senti sazio.
"Quando devo smettere di bere acqua?" Quando non te ne va più.
Similmente "Qual è il punto finale di una pratica spirituale o sadhana?"
L'effettiva esperienza dello Stato di beatitudine ti dice che ne hai approfittato
e che non ne hai più bisogno, almeno per il momento.
(Anil Kumar)
Stato di beatitudine
che si ripete
Amici miei, nella vita noi non chiediamo niente di cui non abbiamo esperienza.
Se voi dite " Voglio una Coca " significa che qualche volta l'avete assaggiata;
" Voglio delle patatine " vuol dire che tempo addietro le avete mangiate.
" No signore, vorrei una Seven-up "... certamente l'avete bevuta precedentemente.
"Vorrei una fetta di torta "... dovete quindi sapere che cos'è una torta.
" Vorrei un krapfen... ": è chiaro che sapete di cosa si tratta.
" Formaggio, gelato
" sono cose che chiediamo perché le abbiamo assaggiate prima.
Se voi dite " Voglio incontrare quella persona " significa che sapete
chi sia.
"Voglio leggere quel libro": presuppone che ne avete sentito parlare,
perché non potete chiedere ciò di cui non conoscete l'esistenza.
Se qualcuno chiede cose che gli sono ignote è fuori di testa, evitatelo.
Quindi ognuno ha sperimentato questo stato di beatitudine,
il risultato di una sadhana spirituale,
per cui noi vogliamo che quell'esperienza si ripeta,
sia ricorrente ed accada in ogni momento della nostra vita.
(Anil Kumar)
Ognuno deve avere
sperimentato la beatitudine
Quindi, amici, la liberazione non è un sogno, la beatitudine non è una
promessa, non è lontana:
è qui ed ora, a portata della nostra esperienza.
Io non sono irrazionale, non ho perduto il mio raziocinio, potete credermi.
Sono grato di essere capace di parlare di spiritualità e di tutto con voi
perché Baba ha benedetto questi splendidi Satsang di ogni domenica;
sono grato perchè per
fare questo devo leggere continuamente in modo da digerire il Suo Messaggio,
assimilarlo sempre di più per dividerlo con voi fratelli e sorelle che venite
qui ogni domenica.
Comprendete quindi che io non parlo di niente dal punto di vista personale;
vi riferisco semplicemente ciò che Swami ha detto e cioè:
" La beatitudine non è qualcosa che si può gustare,
non è qualcosa da
sperimentare, né qualcosa da desiderare.
La beatitudine è l'esperienza di ognuno ".
Ma se la beatitudine è l'esperienza di ognuno, perché dovrei desiderarla?
Un fatto è chiaro: noi sappiamo che cos'è la beatitudine e quindi vogliamo che si ripeta.
Se io chiedo ad un ubriacone " Perché bevi?
" egli dirà " Beviti una bottiglia e ne vorrai un'altra ".
Nello stesso modo noi vogliamo che la beatitudine si ripeta perché la conosciamo, perché sappiamo cos'è.
Come conosciamo lo Stato di beatitudine? Tutti, senza eccezione, devono aver sperimentato la beatitudine.
Che cos'è questa beatitudine? Io posso essere professionalmente scaduto,
posso venir boicottato dalla società, posso essere rovinato economicamente,
posso essere un fallimento in campo politico, posso essere esiliato dalla mia famiglia,
posso avere una quantità di problemi nella vita. Citate un problema: eccolo lì.
Ora considerate che in queste condizioni, con molti problemi che mi assillano,
quando vado a letto, quando dormo, non ho davanti nessuno di questi problemi;
nel sonno nessuno di questi mi tocca, nessun problema mi disturba.
Quando dormo così, che tipo di sonno sto sperimentando? Un sonno senza sogni.
Se sogno questi problemi sono di nuovo lì come in un nastro riavvolto, ma nel sonno profondo no.
Quando io dormo profondamente, quando i sogni non sono possibili, io dormo,
dormo e godo del sonno
per cui mi sveglio al mattino per sentirmi fresco e riposato.
La gioia è non duale
Ieri sera, andando a letto, qualcuno poteva avere la faccia tirata,
poteva apparire molto brutto, grinzoso, magro ed affamato;
quell'uomo è andato a
letto agitato, totalmente depresso, del tutto frustrato,
ma dopo un ottimo sonno si è levato stamane sentendosi completamente ristorato.
Perché?
Nel sonno profondo egli ha sperimentato la beatitudine.
In quello stato egli era 'non duale':
felicitazioni ed esultanza, elogio o rimprovero, successo o fallimento, profitto o perdita non lo sfioravano.
Nel sonno profondo tutti godiamo dell'esperienza 'non duale' e questa è beatitudine.
Nessuna cosa duale può essere chiamata beatitudine.
Potete dire di essere stati felici: " Ho fatto un sogno in cui ho vinto 10 milioni alla lotteria".
Un sogno bellissimo; spendi tutto il denaro quando sogni di nuovo! Bene!
Visto che hai avuto il denaro del sogno, lo devi spendere lì! (Risate)
Perchè no? Non ci paghi
neanche le tasse!
Nessuno ti chiede un prestito o altro, per cui te li puoi godere tutti da solo!
(Risate)
(Anil Kumar)
Dove le parole vengono meno c'è beatitudine
(Anil Kumar)
La beatitudine è al di là di ogni descrizione;
se qualcuno la può definire non è beatitudine affatto.
Quando le parole non funzionano, quella è beatitudine;
quando non la si può descrivere, quella è beatitudine.
La beatitudine può solo essere sperimentata.
Quindi, amici miei, questo stato di beatitudine non può essere espresso a parole
e non può essere misurato con parametri o barometri.
Nessun numero di metri può mai indicare il grado dello stato di beatitudine;
non lo si può esprimere, lo si può solo sperimentare.
Tutti sperimentano la beatitudine che è la condizione non duale.
Si, questa esperienza della beatitudine nel sonno profondo è una cosa naturale
per cui possiamo anche esserne o non esserne coscienti ma tutti noi la sperimentiamo.
Noi possiamo avere coscienza solo di aver dormito
ma abbiamo anche sperimentato la beatitudine;
questo stato di beatitudine ci è probabilmente piaciuto molto
perché siamo stanchi della nostra dualità nello stato di veglia.
Noi vorremmo quello stato di beatitudine non duale anche ora perché,
che ne siamo coscienti o meno, lo abbiamo gustato nel sonno.
(Anil Kumar)
Esperienza cosciente
della beatitudine
Proprio ora, nello stato di veglia, non possiamo sperimentare quella
beatitudine;
se la sperimentiamo nello stato di veglia è detta samadhi.
Si può sperimentare il samadhi come conseguenza di una parola,
con la ripetizione del Nome di Dio o cantando la Sua Gloria o leggendo le Sacre Scritture.
Quando sperimentate la beatitudine qui, nello stato di veglia, si tratta di samadhi,
cioè l'esperienza della beatitudine nello stato di veglia;
questo richiede uno sforzo, mentre nel sonno profondo si sperimenta una beatitudine senza sforzo, inconscia.
L'esperienza cosciente della beatitudine è il samadhi;
l'esperienza inconscia della beatitudine è il sonno profondo.
Io non sono un professore di Inglese, sono un insegnante di botanica.
Le piante non parlano ma forse dimostrano elettricamente le loro attitudini.
Quindi il punto è che l'esperienza della beatitudine da svegli, con sforzo, è possibile. Perchè no?
Quando i Bhajan vanno
alla grande, quando migliaia si uniscono in perfetta e totale armonia
seguendo il tempo e la melodia, uno può perdersi all'improvviso.
Tutto d'un tratto quel canto tocca il mio cuore ed io dimentico me stesso.
Se il prossimo canto mi disturba io torno in me;
se il mio vicino stona non mi permette di entrare in quello stato di beatitudine.
Se il mio vicino vuol dormire in braccio a me è una situazione ancora diversa! (Risate )
Alcuni si addormentano
così.
Comunque l'effettivo stato di beatitudine può essere sperimentato
quando i Bhajan procedono splendidamente, quando siamo del tutto perduti.
(Anil Kumar)
Il silenzio del Divino
Maestro chiarirà tutti i nostri dubbi
Il silenzio del Divino Maestro è potentissimo e chiarirà tutti i nostri dubbi.
Vi prego di comprenderlo. Il silenzio del Divino Maestro è così potente che chiarirà tutti i nostri dubbi.
Bene. Allora perchè desidero che Egli mi parli?
Perchè desidero che Egli mi rivolga la parola durante il darshan
in modo che migliaia mi vedano mentre Baba mi parla? ( Risate )
Questo non è altro che ignoranza grande come l'Himalaya concretizzata in ego. Ego!
Ecco che cos'è. L'ego non è stato eliminato per cui io penso in questo modo.
Se invece sono pronto, se sono abbastanza maturo, posso ricevere il messaggio attraverso il Suo silenzio.
Si! In una chiesa c'è silenzio, in una moschea c'è silenzio, in una sinagoga c'è silenzio,
in meditazione c'è silenzio perché il silenzio è eloquenza.
Il silenzio è il miglior discorso, molto migliore delle parole.
Queste due frasi possono sembrare ironiche, diametralmente opposte e paradossali, ma è un fatto:
in meditazione voi volete silenzio,
durante i Bhajan volete silenzio, in una chiesa preferite il silenzio
perché è nel silenzio che ricevete il messaggio e non nella confusione.
Quando i suoni esteriori cessano, si ode la voce interiore.
Ci sono alcuni che dicono di non udire alcuna voce interiore
ma come si può udire una voce interiore nella confusione? Non è possibile.
Quindi il Divino Maestro è capace di comunicare nel silenzio.
Bhagavan, nei mesi recenti, ha deciso di sedere tra noi per un'ora al mattino ed un'ora al pomeriggio.
Come siamo fortunati! Negli anni precedenti, Swami dava solo il darshan,
chiamava alcune fortunate anime benedette per un colloquio di gruppo e questo era tutto.
Oggi noi riceviamo ore ed ore di darshan prolungato e questo lungo periodo di darshan
ha un messaggio per ogni devoto di Sai.
Il messaggio dovrebbe essere comunicato nel silenzio profondo
perché il Maestro Divino parla con il Suo silenzio.
Frasi senza parole, discorsi senza voce, eloquenza silente.
Questo è anche il
linguaggio del saggio Ramana Maharishi;
Egli non fece mai un discorso, lo sapevate?
Egli rimaneva in silenzio e dopo la gente diceva "I miei dubbi sono chiariti ".
" Quando hai fatto la domanda? Quando ti ha risposto? " (Risate) "
Si, i miei dubbi si sono chiariti stando seduto davanti a Ramana Maharishi".
Cogliete il messaggio
dal Suo silenzio
La situazione è simile con Bhagavan Sri Sathya Sai Baba:
noi siamo davvero molto fortunati ad avere questi prolungati periodo di darshan.
Possa questo Compleanno aiutarci a comprendere il valore di questo darshan così lungo;
possa questo lungo periodo di darshan favorire la meditazione;
possa questo lungo periodo di darshan favorire la contemplazione;
durante questo lungo periodo di darshan ci sia possibile trovare la concentrazione;
possa questo lungo periodo di darshan portarci allo stato di "non mente";
possa questo lungo periodo di darshan aiutarci a scoprire il Suo darshan dentro di noi.
Questi lunghi darshan hanno uno scopo.
A volte Egli può rispondere ad alcune delle nostre domande e le Sue risposte sono dirette;
le risposte di Bhagavan sono dirette, non c'è spazio per la confusione,
non si tratta di scegliere, non si viene lasciati nel dubbio.
Bisogna agire di conseguenza. La risposta è semplice, diretta ed inequivocabile;
il Suo è un modo di
comunicare che non confonde.
Quando non riusciamo a ricevere il messaggio dal Suo silenzio, Egli può
scegliere di parlarci.
Quando il paziente non reagisce alle pillole, il dottore può scegliere di usare una iniezione;
quando il paziente non reagisce alle iniezioni, la chirurgia può essere la sola alternativa (Risate).
Quindi, quando non
riusciamo a trarre le lezioni dal Suo silenzio, il Medico Divino può scegliere
di parlarci;
se ancora non recepiamo il messaggio, il colloquio privato è la sola soluzione,
la chirurgia.
Cerchiamo quindi di essere maturi ora,
cerchiamo di avere questa consapevolezza in modo da comprendere il messaggio dal Suo silenzio.
Gli sguardi di Swami, quegli sguardi gentili....
Alcuni dicono: " Sai che Egli mi ha guardato?!"
" No. Sei sicuro che non abbia guardato me?"
" Come sai che Egli ha guardato solo te? " Io direi che ha guardato anche me, perchè no?
Posso dirlo perché so con certezza che tu non sei un santo! "
" Stai quindi
dicendo che io sono un peccatore? "
Quando Swami ci guarda, qual è il nostro beneficio?
Noi comprendiamo la profondità del Suo messaggio dal Suo sguardo;
dallo sguardo di Bhagavan noi comprendiamo la profondità del Suo messaggio.
I nostri dubbi vengono dissolti dal Suo silenzio.
Dalla conversazione
otteniamo risposte semplici e dirette.
(Anil Kumar)
Il
bellissimo sguardo di Bhagavan
A noi piace molto guardare gli occhi di Bhagavan nelle Sue fotografie.
Qualunque sia la foto, guardate i Suoi occhi: occhi che indagano, che domandano,
pieni di compassione, che guardano nel profondo dei nostri cuori,
che osservano le nostre vite passate, che sono interessati a noi.
In quegli occhi c'è l'amore di una madre, le richieste di un padre,
la compassione di Dio;
tutto questo noi troviamo nei tre-in-uno dolci sguardi di Baba (Applauso).
Un bellissimo sguardo questo sguardo tre-in-uno!
Egli trasmette l'amore di una madre, la direttiva di un padre,
la aspettativa di un insegnante e la compassione del nostro Dio misericordioso.
Quando vogliamo comprare una foto, ne cerchiamo una in cui gli occhi siano ben visibili
in modo da poter godere degli sguardi di Bhagavan;
dalle foto esce la luce, qualcosa di brillante.
Essendo così fortunato da sedere al darshan davanti a Lui,
non mi sono mai stancato di guardarLo continuamente.
Quegli
occhi brillanti.....
Brilla, brilla piccola stella;
mi
chiedo sempre "Chi sei Tu, Super Star?" Bhagavan Baba
(Applauso).
Gli occhi che luccicano, che mandano luce!
Quegli occhi brillanti..... sono così belli! Perchè?
Gli sguardi di Baba risolveranno tutti i problemi sulla nostra strada,
nel nostro cammino spirituale, nella nostra sadhana.
Amici
miei, la foto di Baba, gli sguardi di Bhagavan, le conversazioni con Lui, il Suo
silenzio:
nessuno di questi è semplice, tutto ha un messaggio profondo.
Una volta che siamo convinti di questo, noi riceviamo il messaggio che serve.
Possa la celebrazione di questo Compleanno aiutarci a beneficiare del Suo silenzio,
dei Suoi sguardi, delle fotografie che vediamo.
(Anil Kumar)
Egli è l'ascoltatore silenzioso di ogni conversazione,
l'ospite non visto di ogni desco (mensa) e il capo della nostra famiglia.
Comprendendo questo, in occasione di questo Compleanno,
da ora in poi dovremmo avere uno spirito di preghiera.
(Anil Kumar)
" Voi siete qui grazie alle Mie benedizioni;
siete qui per le Mie benedizioni altrimenti non ci sareste ".
" Voi avete intrapreso il cammino spirituale
mentre ci sono milioni di persone nel mondo che prendono altrettante direzioni.
Tra quelle migliaia e milioni di persone, voi avete avuto interesse nel cammino spirituale;
questo prova
sufficientemente la Mia compassione verso di voi ".
"Questa compassione che vi ha portato qui, che vi ha fatto scegliere il cammino spirituale,
vi aiuterà ad andare all'interno, vi aiuterà a sperimentarMi dentro,
vi aiuterà a vederMi in voi e non all'esterno;
riuscirete a vederMi, potrete sperimentarMi dentro di voi ".
(Shri Sathya Sai Baba)
Io non ho segreti e quindi non ho segretari.
(Shri Sathya Sai Baba)
" Sappiate che Dio sa tutto.
Sappiate che Dio conosce ogni cosa.
Per piacere, sappiate che Egli vi ama,
che ogni cosa è fatta per il vostro bene, nel vostro interesse.
Abbiate fiducia totale in Lui, abbandonatevi a Lui
perché così non sarete disorientati da nessun'altra considerazione ".
(Ramana Maharishi)
Il silenzio è una siepe intorno alla tranquillità.
(Proverbio italiano)
Il silenzio dei popoli è l'insegnamento del re.
(Proverbio italiano)
Il tempo ferisce e sana.
(Proverbio italiano)
La rinuncia è sempre della mente.
Non consiste nell'andare in una foresta o in un luogo isolato, né nell'abbandonare i propri doveri.
La cosa più importante è controllare che la mente non vada verso l'esterno, ma verso l'interno.
(Ramana Maharshi, Detti)
La Verità è una; non possono essere due.
(Shri Sathya Sai Baba)
È di
sicuro migliore la conoscenza della pratica assidua;
ancor migliore è la meditazione ma, superiore alla meditazione
è l’abbandono dei frutti di tutte le azioni
perché tale rinuncia avrà certamente il risultato della liberazione.
(Bg. 12. 12)
Fai fruttare i tuoi talenti, marcia finché puoi e monta la tenda più vicino alla meta, quando scende la notte.
(Shri Sathya Sai Baba)
Imprimi nel tuo cuore:
1) Non dimenticare Dio;
2) Non porre la tua fede nel mondo;
3) Non avere paura.
(Shri Sathya Sai Baba)
Quintessenza del messaggio di Sai
La maggior parte di voi conosce i discorsi di Bhagavan e tutti noi abbiamo studiato a lungo la letteratura Sai.
Sarete quindi d'accordo con me se dico che la quintessenza del messaggio di Sai è questa:
"Voi non siete il corpo, voi non siete la mente, voi siete spirito (l'Atma), voi siete consapevolezza".
Questo è il principio che Egli ci instilla giorno dopo giorno al fine di farci sviluppare la consapevolezza.
Egli comincia con questa nota e termina il Suo discorso con la stessa nota.
Alcuni possono chiedersi perché Swami abbia bisogno di ripeterlo così spesso;
è necessario che Egli lo ripeta fino a quando noi non lo sperimenteremo.
Alcuni domandano " Perché Swami parla di Amore in ogni discorso?"
E la mia risposta è semplice " Perché non l'abbiamo coltivato".
Perché Egli parla di devozione ogni volta?
La ragione è semplice: noi non siamo ancora divenuti devoti.
Dobbiamo ancora andare avanti un pezzo nel coltivare questi due principi di Amore e Devozione;
questa è la ragione per cui Bhagavan non si è stancato di ripeterceli per gli ultimi 60 anni e più.
(Anil Kumar)
Le religioni possono essere differenti ma la spiritualità è la stessa
Amici miei, anche la Cristianità insegna lo stesso principio
" Tu non sei il corpo, tu sei lo spirito".
Dopo tutto, le religioni possono essere differenti ma la filosofia è la stessa,
le religioni possono essere differenti ma la spiritualità è la stessa.
Le religioni propongono cammini differenti mentre la spiritualità pone l'esperienza in primo piano;
la spiritualità è l'esperienza mentre la religione è il percorso,
la spiritualità è la meta mentre la religione è la via.
La religione è ritualistica mentre la spiritualità è il suo contenuto, è profondità ed intensità.
Quindi se esaminiamo le religioni comprenderemo che tutte comunicano la stessa Verità Eterna.
(Anil Kumar)
Il paradiso e l'inferno sono dentro di noi
Le scritture e di tutte le religioni dicono che c'è un paradiso e un inferno;
tutti coloro che sono meritevoli saranno accolti in paradiso e tutti i peccatori saranno cacciati all'inferno.
Bhagavan pone un punto fermo e dice: "Non c'è paradiso o inferno da nessuna parte".
Armstrong, che ha messo i piedi sulla luna, non ha raccontato che il paradiso sia lì
né alcun astronauta si è mai preoccupato di cercare l'inferno.
John Milton (un poeta nato all'inizio del XVII secolo) diceva che è solo la nostra mente
che fa un paradiso dell'inferno ed un inferno del paradiso.
Anche la sacra Bibbia dice è la stessa cosa in Luca, capitolo XVII, verso 21º:
"Sappiate che il regno di Dio è dentro di voi".
Il regno di Dio, il paradiso, è dentro di voi, non è lontano chissà dove.
Andare all'interno, viaggiare, scaldarmi e godere del paradiso interiore dipende da me. Baba dice:
"Paradiso ed inferno sono qui ed ora:
la vostra felicità è il vero e proprio paradiso,
il vostro tormento è un altro nome dell'inferno.
Essi sono le conseguenze delle vostre azioni;
non sono importate ne esportate,
non sono generate né possono essere rinviate".
Non dobbiamo aspettare per un assaggio del paradiso o dell'inferno, no.
Ora, nell'Era di Kali, si sono anticipati (Risate) e noi sperimentiamo il paradiso e l'inferno proprio
qui senza bisogno di aspettare fino alla fine. No.
Le cose si stanno muovendo proprio ora e velocemente sulla terra come esperienze di paradiso e di inferno.
Per ogni azione c'è una reazione eguale e contraria; come seminiamo così raccogliamo.
Bhagavan puntualizza sempre:
Come sono le nubi così è la pioggia.
Come è il seme così il frutto.
Com'è la farina così il pane.
Com'è il fumo tale il fuoco.
Come l'azione così è la reazione.
Quindi felicità o infelicità, gioia o tormento sono il risultato delle nostre stesse azioni.
Parole come "paradiso" ed "inferno" sono soltanto simboliche. Questo è ciò che Bhagavan ci dice.
(Anil Kumar
Lo scopo della vita è sperimentare il Sé
Bhagavan ci pone questo di fronte come una sfida:
" A cosa serve l'istruzione se non sperimentate il vostro Sé?
Che scopo hanno le vostre proprietà se non sapete chi siete?
A che le posizioni, i possedimenti, le conoscenze, se non conoscete il vostro Sé?"
Il mondo, nella sua totalità, è niente in confronto all'esperienza del Sé.
Il melo viene coltivato per le mele,
la palma da cocco si coltiva per le noci di cocco e non per la fibra o il guscio;
la nostra vita è come spazzatura, è gettata via, se il Sé non viene scoperto e riconosciuto.
Questo è ciò che Baba dice. Quindi, amici miei, lo scopo della vita è conoscere e sperimentare il proprio Sé.
Se non si raggiunge questo la vita è incompiuta, l'intera vita è sprecata.
Come dice San Marco nel capitolo VIII al verso 36:
"Qual è il profitto dell'uomo che conquista il mondo intero e perde la sua anima?"
(Anil Kumar)
Bhagavan dice: "Io non vi lascerò".
Sono sicuro che sarete tutti felici e contenti nel sapere che Baba dice sempre:
"Io non vi lascerò anche se voi lascerete Me;
io non vi abbandonerò anche se voi abbandonerete Me".
Ramana Maharishi dice che il guru vi seguirà per tutta la vita ed anche per le vite a venire,
il guru non vi lascerà finché non avrà vinto, finché non avrà ottenuto ciò che vuole ottenere in voi.
Egli non vi lascerà finché non avrà realizzato i suoi obiettivi,
finché il suo desiderio e compito non sarà soddisfatto.
Da qui, il più grande raggiungimento nella vita è essere sotto la guida di un guru,
il più grande risultato nella vita essere in compagnia di un guru,
il più grande successo nella vita è trovare un guru finché siamo in vita
perché sotto il suo ombrello siamo al sicuro.
Egli si prenderà cura di noi, non ci lascerà.
Questo è ciò che è scritto nel Vangelo di Matteo nel capitolo 24º al verso 34:
"In verità vi dico che non passerà questa generazione prima che tutto sia compiuto".
Bhagavan dice:
Voi non siete semplicemente qui,
non siete voi che avete deciso di essere qui.
Sappiate che voi siete qui perché Io voglio che voi siate qui.
Sappiate chi siete stati scelti per essere qui.
Sappiate che voi siete i Miei cari
ed Io non vi lascerò finché non avrò adempiuto il compito;
finché non vedrò che siete realizzati Io non vi lascerò.
Che bellissima cosa è questa! Noi possiamo rilassarci a volte ma Dio non può;
noi possiamo decidere di andare in vacanza a volte ma Dio non lo fa mai;
a volte noi possiamo staccare ma Dio non lo fa perché Egli è instancabile
e continua a lavorare con noi ed in noi finché non sappiamo che siamo Uno.
Fino a che io non faccio l'esperienza di essere il Suo stesso riflesso,
Egli non mi lascerà. Che cosa si aspetta Dio da me in cambio della Sua promessa?
(Anil Kumar)
Servite i bisognosi
Stamani vorrei attrarre la vostra attenzione su un'altra questione:
molta gente andava da Gesù Cristo a chiedere " Oh Signore, che cosa accadrà nel futuro?
Che cosa accadrà alla fine della creazione?"
La risposta data dal Signore Gesù è semplicissima:
"Alla fine della creazione voi Mi troverete presso mio Padre ed io dirò
'Voi siete persone meritevoli, venite da questa parte;
voi siete i peccatori, andate da quella parte.
Voi, i meritevoli, dimorerete in Me in Paradiso;
voi, i peccatori, sarete abbandonati e condannati all'inferno".
Le domande sono queste:
Vogliamo aspettare fino alla fine della creazione?
La condanna è eterna?
Il giudizio è definitivo?
Che cosa si intende per inferno e Paradiso?
Che cosa si intende con questa classificazione?
La gente non è sciocca e lo ha chiesto persino a Gesù Cristo:
"Oh Signore, come puoi Tu dire che queste sono persone meritevoli?
Perché dici che essi andranno in Paradiso?
Perché condanni gli altri come peccatori?
Perché dici che noi andremo all'inferno?
Quali sono i parametri?
Quali sono i criteri della tua decisione?"
Il Signore Gesù ha detto in termini inequivocabili (il che è importante per ogni devoto Sai):
Quando avevo sete questa gente mi ha dato da bere.
Quando avevo fame questa gente mi ha nutrito.
Quando ero nudo questa gente mi ha vestito.
Quando ero infermo questa gente mi ha fatto visita.
Quando ero in prigione questa gente mi ha consolato.
Per questo essi sono meritevoli.
Altri fecero un'altra domanda. Non pensiamo di essere i soli intelligenti; no, no, no.
La gente interrogava chiunque allora e lo continua a fare ora;
essi chiesero a Gesù: "Oh Signore, quando sei Venuto da noi ed avevi bisogno?
Quando mai Ti negheremmo del cibo se Tu fossi affamato?
Abbiamo detto "No" a Te quando avevi sete?
Come potremmo chiederTi di lasciarTi se Tu avessi bisogno di noi?"
Ecco come Gesù rispose a questa questione:
Chiunque vi avvicini essendo affamato,
chiunque vi avvicini quando è assetato,
sappiate che quello sono Io.
Chiunque voi nutriate, a chiunque offriate da bere,
a chiunque doniate degli abiti,
sappiate che tutto ciò raggiunge Me.
Che stupenda affermazione è questa!
"Chiunque serviate sappiate che servite Me,
comprendete che chiunque ripudiate state ripudiando Me".
Questo è ciò che Baba dice nel Suo discorso:
Sarva Deva Namaskaram Keshavam Pratigacchati.
Chiunque voi salutiate, chiunque rispettiate,
sappiate perfettamente che state rispettando Dio.
Sarva Deva Tiraskaram Keshavam Pratigacchati.
Chiunque voi ripudiate, chiunque voi abbandoniate,
comprendete che è totale abbandono verso il vostro Dio.
Voi state ripudiando il vostro stesso Dio. Questo è anche ciò che Gesù disse.
Bhagavan Baba ci dice:
"Le mani che servono sono più sante delle labbra che pregano".
Che affermazione coerente è questa! Che stupenda similarità!
Che splendida rassomiglianza ed identificazione scopriamo tra i due!
(Anil Kumar)
La preghiera è una festa
Allora che cos'è una preghiera?
Una preghiera non è una richiesta, un promemoria o una sottomissione;
una preghiera è fede incondizionata in Dio, un illimitato libero ed eterno Amore per Dio.
L'espressione di gratitudine è preghiera, un atto di ringraziamento è preghiera.
La preghiera è una festa.
C'è gente che prega con la faccia lunga come se soffrissero le pene dell'agonia o della crocifissione;
no, no, no! La preghiera non è penosa, non è pesante né opprimente.
Vedere quelle facce lunghe mi fa star male; perché pregano così? È sbagliato.
Quando incontrate il vostro amato o vostro figlio o i vostri genitori dopo dieci anni fate la faccia lunga?
Siete molto contenti. Quando incontrate i vostri cari siete gioiosi e felici;
perché siete tristi nell'incontrare Dio?
In qualche modo è entrato nella nostra testa che l'essere seri sia spiritualità.
Non è così: essere seri è essere malati (Risate).
I sorrisi, la contentezza, la festa, la musica e la danza sono spiritualità;
la danza della spiritualità è il raga lila (gioco attraente) di Sri Krishna nel Bhagavatham.
La spiritualità non è altro che la danza celestiale del nostro Signore.
La musica è spiritualità: se io odo dovunque Krishna che canta,
quella musica è Krishna, la danza è Krishna.
La festa è Divinità.
(Anil Kumar)
L'immortalità non può essere ottenuta attraverso la ricchezza,
ma solo attraverso la rinuncia.
(Shri Sathya Sai Baba)
TAT TWAM ASI: TU SEI QUELLO.
Questo è l'assioma divino più alto e più santo.
Tu sei Spirito Divino, la vera Essenza.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non essere attaccato alle cose terrene.
Sii nel mondo, ma non lasciare che il mondo sia in te.
(Shri Sathya Sai Baba)
Per meritare la pace devi abbattere il suo peggior nemico: l'ira che rende schiavo.
(Shri Sathya Sai Baba)
E' meglio accendere una
candela piuttosto che maledire il buio
(Lao Tsu)
Due cose occorre ricordare: la morte e Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
La vita è l'auto, il tuo cuore la chiave, Dio l'autista.
(Shri Sathya Sai Baba)
E' l'amore e non il distintivo che porti che fa di te un vero volontario al Servizio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il dolore segue l'ego come un'ombra.
(Shri Sathya Sai Baba)
Se ti senti dipendere da Dio al cento per cento, Egli avrà cura di te e ti salverà dal male e dai torti.
(Shri Sathya Sai Baba)
Ekam sat viprâ bahudhâ
vadanti
La Verità è una ma i saggi La chiamano con vari nomi.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il vizio produce la malattia;
abitudini, pensieri, compagnie e cibo cattivi sono la causa principale della perdita della salute.
Arogya (buona salute) ed Ananda (felicità) vanno mano nella mano:
quando la mente è contenta anche il corpo è libero dalla malattia.
L'indulgere nelle abitudini malvagie è la causa primaria dell'infermità sia fisica che mentale.
L'avidità danneggia la mente e la delusione rende l'uomo depresso;
egli può dare un senso
alla sua esistenza solo coltivando le virtù e soltanto allora diventa un
candidato degno della santità.
(da: il Pensiero del
giorno di Prashanti Nilayam - 27 luglio 2005)
(Shri Sathya Sai Baba)
I Centri non hanno lo scopo di diffondere una nuova religione o di pubblicizzare il Mio Nome o di creare un nuovo culto per adorarMi.
Hanno lo scopo di diffondere l'interesse per la preghiera, per la meditazione e per tutte le altre pratiche che conducono alla Divinità interiore di ognuno;
essi devono dimostrare la gioia che si può ricevere dal canto e dalla recitazione del Nome del Signore e la pace che deriva dalle buone compagnie.
I Centri devono rendere servizio ai derelitti, agli ammalati, agli afflitti, agli illetterati ed ai bisognosi, senza pensiero di ricompensa.
(Shri Sathya Sai Baba)
L'Amore è la Luce che guida i passi dell'uomo nel deserto di se stesso.
(Shri Sathya Sai Baba)
Figli, anche se si compiono austerità per molte vite,
la realizzazione di
Dio non è possibile se non si hanno un'intensa brama e un puro amore per Lui.
(Sri Mata Amritanandamahi)
Mio, non tuo! Questo senso di avidità è la radice di tutti i mali.
Questa distinzione è applicata perfino a Dio! Il mio Dio, non il tuo! Il tuo Dio, non il mio!
(Shri Sathya Sai Baba)
Non c'è alcuna via verso la verità sia essa storica o religiosa.
Non è da esperire o da trovare nella dialettica,
nè da vedere in opinioni mutevoli e credenze.
Ti imbatti in essa quando
la mente è libera da tutta le cose che ha messo insieme.
(Jiddu Krshnamurti)
L'Amore non cerca ricompense. L'Amore è la ricompensa di se stesso.
(Shri Sathya Sai Baba)
La natura divina che lo yogin raggiunge non è qualcosa che prima non era,
ma null'altro che la sua
stessa intima natura.
Benché fosse manifesta, egli era incapace di prenderne coscienza,
per colpa delle
costruzioni mentali suscitate dalla potenza di maya, l'illusione.
(SIVASUTRA)
Prima di tutto bisogna domare la mente, che è come un elefante allo stato selvaggio nella foresta.
(Shri Sathya Sai Baba)
Una buona azione è una vera preghiera; è la forma migliore per ricordare Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Perché temere la morte? Non è che un passaggio da questa vita alla prossima.
(Shri Sathya Sai Baba)
Convinciti che sei lo Spirito Universale. Questo faciliterà ogni pratica religiosa.
(Shri Sathya Sai Baba)
Devi accettare le prove, perché ti daranno fiducia e ti assicureranno la promozione.
(Shri Sathya Sai Baba)
Fate ogni sforzo per realizzare l'Atma, per visualizzare Dio;
perfino l'insuccesso in questa lotta è più nobile del successo in altre faccende terrene.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il dono della fede viene concesso dopo che avete imparato ad amare Dio
attraverso innumerevoli nascite.
(Shri Sathya Sai Baba)
Brahma è silenzio.
Dimorate nel silenziosperimenterete la Divinità.
(Shri Sathya Sai Baba)
Nel primo stadio, il devoto dice al Signore “Dâsoham” cioè “Sono il Tuo servitore”;
man mano che progredisce, abbandona la sillaba “dâ” e dice “Soham”, “Io sono Quello.”
In ultimo, egli raggiunge quel supremo stato in cui perfino il concetto di dualità si estingue
e tutto ciò che rimane è “Aham”,
“Io sono Io.”
(Shri Sathya Sai Baba)
La Fede in Dio e i buoni pensieri conducono al successo.
(Shri Sathya Sai Baba)
Vivete nel mondo ma non lasciate che il mondo entri in voi.
Che senso ha meditare nella foresta e pensare ad un gelato?
(Shri Sathya Sai Baba)
Un giorno o l'altro ognuno dovrà fare la sua uscita di scena e, quel giorno,
non dovrà essere un momento d'angoscia,
ma un'uscita fatta con grazia, con gioia, e con un sorriso.
Per fare questo ci vuole molta preparazione.
(Shri Sathya Sai Baba)
Sciocco è chi va in cerca di Dio quando egli stesso è Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
La vera gioia che deriva dal servizio si ripercuote sul corpo e ti rende libero dalla malattia.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il servizio è una disciplina spirituale, non un passatempo dei ricchi e benestanti.
(Shri Sathya Sai Baba)
Troppo cibo porta a ottusità mentale.
(Shri Sathya Sai Baba)
Avrai paura finché dirai "io sono"; ma quando dirai e sentirai "sono Dio" avrai una forza invincibile.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il fondamento della Missione sanitaria di Bhagavân è l’Amore Divino
che è dato egualmente a ognuno senza alcuna distinzione di religione, di nazionalità o stato economico.
Questa filosofia di cura della salute poggia su quattro pilastri:
Globalizzazione della medicina: La cura della salute dovrebbe essere a disposizione di tutti.
Decommercializzazione della medicina: Prestazioni mediche di qualità fornite in modo assolutamente gratuito.
Valori Umani in medicina: L’assistenza medica dovrebbe esser prestata con amore.
Spiritualizzazione della medicina: Quest’ultima dovrebbe provvedere alle necessità non solo del corpo
ma anche della mente e dello spirito dei pazienti.
Applicando questi canoni, i medici possono comprendere
che l’interazione fra loro ed i pazienti ha una dimensione spirituale
imparando quindi a trattarli come esseri umani piuttosto che come un complesso di malattie.
È in tal modo che i vecchi ideali indiani di ârogyam, l’assenza di malattia, possono essere raggiunti.
Fondando questi ospedali, Baba ha offerto alla comunità medica un modello di efficienza
che può essere replicato ovunque e può aiutare a concretizzare la visione della sanità per tutti.
(Dottor Safaya)
Lo scopo del vivere è arrivare a vivere in Dio.
(Shri Sathya Sai Baba)
Si dovrebbero accendere luci nel cuore dell'uomo,
piuttosto che nella casa dove l'immagine del Signore è installa e adorata.
(Shri Sathya Sai Baba)
Ad uno tocca la parte del ladro, ad un altro quella di Re. Ma Colui che assegna le parti è Uno.
(Shri Sathya Sai Baba)
Perché temere la morte? Non è che il passaggio da questa vita alla prossima.
Non sfuggite il pensiero della morte.
(Shri Sathya Sai Baba)
Nityânandam parama sukhadam kevalam jñânamûrtim dvandvâtîtam
Dio è l’Incarnazione della Beatitudine eterna.
Egli è Saggezza assoluta al di là delle coppie di opposti.
(Shri Sathya Sai Baba)
Il vostro benessere e quello degli altri sarà assicurato
quando avrete la ferma convinzione che tutti sono uno.
(Shri Sathya Sai Baba)
Procediamo tutti insieme, cresciamo tutti insieme,
stiamo uniti e condividiamo la nostra conoscenza.
Viviamo insieme in amicizia e armonia
(Veda)
Se volete visualizzare Dio dovete acquisire la purezza di cuore.
(Shri Sathya Sai Baba)
Esser genitori è amore e regole.
Esser genitori è semina e frutto.
Esser genitori è indulgenza e fermezza.
Esser genitori è musica leggera e musica classica.
Esser genitori è mistica ma anche prammatica.
Esser genitori è cosa temporanea seppur pietra di paragone.
Esser genitori è teoria e pratica.
(Binoti Thakore )
Quello che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo chiama farfalla.
(Lao Tze )
(Suttanipata, IV, 6)
Tutto cambia, appare e scompare.
Andare al di là dell'essere e del non essere è la perfetta tranquillità.
(Leggenda indiana)
Colui che non è ostile fra la gente ostile, che fra i violenti è totalmente calmo,
che non prende nulla stando in mezzo a coloro che arraffano tutto,
costui, in verità è un sacerdote.
(Suttanipâta, 630)
Non è adeguato guardare gli altri: non ti aiuterà nella pratica.
Se sei infastidito, osserva il fastidio nella tua stessa mente.
Se gli altri sono indisciplinati o non sono buoni monaci non tocca a te giudicare.
Non scoprirai la saggezza guardando gli altri.
La disciplina monastica è uno strumento da usare per la tua propria meditazione,
non è un'arma da impiegare per criticare o trovare difetti negli altri.
Nessuno può fare la pratica per conto tuo,
così come tu non puoi praticare per conto degli altri.
Stai bene attento solo a quello che tu stesso fai.
Questo è il modo di praticare.
(Ajahn Chah - Bodhinyana)
La continua ed ininterrotta consapevolezza della presenza interiore,
la luce interna della coscienza,
è la meditazione e devozione suprema.
(Maharamayana)
Quando una persona di gran senno sente parlare della via, la pratica con diligenza.
Quando una persona di medio senno sente parlare della via un po' la pratica e un po' non la pratica.
Quando una persona di poco senno sente parlare della via, grandemente se ne ride.
Se non ne ridesse, non sarebbe la via.
(Lao-zi, Daodejing 41)
La brama, l'avversione e l'illusione, come i frutti del bambù,
distruggono la medesima persona nella quale sono nate.
(Itivuttaka, 50)
I corpi vanno e vengono come i vestiti.
(Sankara)
Nel mondo dei sensi tutto è cambiamento, ma il Supremo è immutabile: medita su lui,
assorbiti in lui, svegliati da questo sogno di separatezza.
(Shvetashvatara Upanishad)
Arjuna, coloro che mangiano troppo o troppo poco,
che dormono troppo o troppo poco, non riusciranno a meditare.
Ma coloro che sono temperanti nel cibo e nel sonno, nel lavoro e nel riposo,
arriveranno alla fine dei dispiaceri tramite la meditazione.
Con l'impegno costante imparano a ritrarre la mente dagli attaccamenti dell'ego e ad assorbirla nel sé.
In questo modo raggiungono lo stato d'unione.
(Bhagavad Gita, 6:16-18)
Dove durezza, fluidità, calore e movimento non trovano fondamento,
dove non brillano le stelle né si manifesta il sole;
là la luna non sparge luce, là non si conosce il buio.
Quando il praticante saggio lo abbia sperimentato di persona,
allora si emancipa dalla forma e dal senza-forma, dal piacere e dal dolore.
(Udâna, II, 10)
Quando mi scoraggio, mi ricordo che nel corso di tutta la storia
la via della verità e dell'amore hanno sempre vinto.
Ci sono stati tiranni ed assassini,
e per un certo tempo possono anche essere sembrati invincibili,
ma alla fine sono sempre caduti. Sempre.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Quando dici la verità, questa perde la sua essenza e diventa la «mia» verità o la «tua» verità;
si trasforma in una cosa fine a se stessa.
Quando spieghi la verità spendi il tuo capitale mentre nessuno ne trae alcun profitto.
Diventa una cosa ordinaria, di nessun valore.
Quando taci la verità, la verità non si trasforma nella proprietà di nessuno.
Quando il drago vuole scatenare un temporale, provoca il tuono ed il lampo, e questi portano la pioggia.
La verità è generata dal suo ambiente; in questo modo diventa una potente realtà.
Da questo punto di vista, studiare l'impronta della verità è più importante della verità in sé
La verità non ha bisogno di manici.
(Chögyam Trungpa)
Risale il flusso dell'esistenza colei in cui è nato il desiderio per l'estinzione della sete di sensazioni
e la cui mente ne è pervasa, e il cui spirito più non s'impiglia nei desiderï.
(Dhammadinnâ, discepola diretta del Buddha, in Therigâtha, 12)
Chi mai è colei che ama e colei che soffre? Lui solo mette in scena un gioco con se stesso.
L'individuo soffre perché percepisce la dualità.
Trova l'unità dappertutto ed in ogni cosa e
allora ci sarà una fine alla pena e al dolore.
(Ananda Moy Ma)
Ma non c'è fine ai miei attributi divini, Arjuna; questi cui ho accennato sono soltanto alcuni.
Dovunque trovi forza, o bellezza, o potenza dello spirito,
puoi star certo che sono scaturiti da una scintilla della mia essenza.
(Bhagavad Gita 10:40-41)
La vera forma è magnificamente illuminata dal fuoco brillante;
la voce del maestro è il totale silenzio tra il tintinnio delle campanelle mosse dal vento;
la luna sta appesa al vecchio albero di pino, freddo nella notte fonda;
la gru, infreddolita nel suo nido tra le nubi, ancora non s'è destata dai sogni.
(Hongzhi Zhengjue 1091-1157)
Tutte le formazioni sono impermanenti
tutte le formazioni sono soggette a soffrire;
tutte le esperienze sono prive di soggetto.
Quindi, qualunque forma, sensazione, percezione, formazione mentale o coscienza,
passata, presente o futura, interna o esterna, grossa o sottile, alta o bassa, lontana o vicina,
va compresa secondo realtà e vera saggezza:
«Questo non mi appartiene; questo non sono io; questo non è il mio sé».
(Anatta-lakkhana Sutta, Samyutta Nikaya XXII,59)
«Io non sono questo», «io sono Quello»:
lascia perdere queste distinzioni.
Sappi che tutto è il Sé.
Sbarazzati di ogni proposito. E sii felice.
(Ashtavakra Gita, 15:15)
I momenti più difficili della nostra vita rappresentano l'occasione migliore
per acquisire autentica esperienza e forza interiore.
Chi ce lo insegna?
Non il nostro amico e nemmeno il nostro guru,
bensì il nostro nemico.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
«Monaci, ogni desiderio o passione per le forme è una contaminazione della mente;
ogni desiderio o passione per i suoni, gli aromi, i sapori,
le sensazioni tattili, le idee è una contaminazione della mente.
Quando, riguardo a queste sei porte della percezione,
le contaminazioni della consapevolezza vengono abbandonate,
allora la mente diviene propensa al lasciar andare.
La mente allenata a lasciar andare
si apre così alla conoscenza diretta delle qualità che meritano d'essere realizzate».
(Samyutta Nikaya, XXVII, 2)
Secondo l'autentico punto di vista indiano, la nostra coscienza del mondo,
se presa meramente come somma totale delle cose che esistono
e sono governate dalle leggi, è imperfetta;
ma diviene perfetta allorché realizza la propria unità spirituale
con tutte le cose riconoscendo che possono darci gioia.
Per noi lo scopo più nobile a questo mondo
non è semplicemente di viverci, di conoscerlo e di farne uso,
ma di realizzare la nostra vera natura in esso tramite l'espansione della compassione;
non alienandoci dal mondo e nemmeno dominandolo,
ma comprendendolo e unendoci ad
esso in un'unione perfetta.
(Rabindranath Tagore)
Molto tempo fa, nella Cina dei T'ang, un monaco anziano andava in pellegrinaggio
al monte Wu-t'ai, residenza di Manjusri, il bodhisattva della saggezza.
Vecchio e debole com'era, andava per la lunga strada polverosa da solo,
lentamente, chiedendo l'elemosina lungo la via.
Dopo molti interminabili mesi di cammino, un bel mattino,
guardando in alto, vide in lontananza la maestosa montagna.
Vicino al bordo della strada c'era una vecchia che lavorava il campo.
«Per favore - le chiese - dimmi quanto manca per arrivare al monte Wu-t'ai».
La donna lo guardò appena, emise un suono gutturale e si rimise a zappare.
Il monaco ripeté la domanda una seconda e una terza volta, ma sempre senza risposta.
Pensando che fosse sorda, decise di tirar dritto.
Ma dopo aver fatto alcune dozzine di passi, udì la voce della vecchia:
«Ancora due giorni. Ti ci vorranno ancora due giorni».
Piuttosto infastidito, il monaco rispose: «Pensavo che fossi sorda.
Perché non hai risposto prima alla mia domanda?».
E la vecchia: «Mi hai fattto la domanda mentre eri fermo, padrone.
Per risponderti dovevo vedere quale fosse la tua andatura!».
(Storia zen)
Contempla, Arjuna, un milione di forme divine, con un'infinita varietà di colori e di forme.
Contempla gli dèi del mondo naturale e molte altre meraviglie mai rivelate prima.
Contempla l'intero universo che ruota dentro il mio corpo e le altre cose che vuoi vedere.
Ma queste cose non si possono vedere con gli occhi della carne;
perciò ti dono la vista spirituale per percepire la mia maestosa potenza.
(Bhagavad Gita 11:5-8)
E che cos'è, o monaci, la retta visione?
È, o monaci, la conoscenza della sofferenza, la conoscenza dell'origine della sofferenza,
la conoscenza della cessazione della sofferenza
e la conoscenza del modo di praticare che conduce alla cessazione della sofferenza.
Questa è chiamata retta visione.
(Digha Nikaya)
Non c'è nessuna persona di nome Buddha.
Buddha è semplicemente una parola sanscrita che significa «iniziato».
L'assoluto è immanente in ogni cuore.
Questo «tesoro del cuore» è l'unico Buddha che esista.
Non serve a niente cercare il Buddha al di fuori di te stesso.
Contempla l'assoluto che è alla radice della tua stessa natura.
(Bodhidharma)
Le cattive azioni, temute dall'anima,
non tormenteranno la persona misericordiosa che nutre e protegge ogni vita.
Questa terra fertile, immensa e spazzata del vento è testimone della verità
che la miseria non tocca le persone che si conservano misericordiose.
(Tirukkural 25: 244-245)
Vivere nel mondo senza impigliarvisi e senza creare attaccamenti per la sua polvere,
è la via del vero studente di Zen.
Vedere le buone azioni compiute da un altro ti incoraggia a seguirne l'esempio;
osservare il comportamento sbagliato di un altro ti ricorda di non imitarlo.
Anche quando sei solo in una stanza buia,
comportati come se fossi in presenza di un ospite di riguardo.
(Zengetsu)
Il Sole è il respiro (prana) dell'universo, e sorge per dar luce ai nostri occhi.
La Terra espira (apana) il fuoco infero.
Lo Spazio tra cielo e terra è la pienezza dell'inspiro (samana),
e l'aria che si muove è l'espiro (vyana) durante l'azione.
Il Fuoco dell'emissione di voce è udana.
Quando questo fuoco viene esalato,
i sensi si ritirano nella mente e la persona è pronta a rinascere.
«Il contenuto della coscienza al momento della morte, qualunque esso sia,
è ciò che ci unisce al prana, all'udana e al sé,
per rinascere nel piano che ci siamo meritati con le nostre azioni».
(Prashna Upanishad)
Ci sono tre tipi di pensiero malaccorto:
pensare con sensualità, pensare con malevolenza, pensare a far danno.
Questi tre tipi di pensiero passionale cessano del tutto in colui che è ben centrato in se stesso
con la mente ben stabile nei quattro fondamenti della presenza mentale
o a chi si sviluppa la concentrazione disidentificata.
Questo è un motivo sufficiente per sviluppare la concentrazione disidentificata.
La concentrazione disidentificata, una volta sviluppata e mantenuta,
apporta grandi frutti e benefici notevoli.
(Samyutta Nikaya, XXII, 80)
La rabbia è la vera distruttrice di tutte le nostre buone qualità umane.
Un nemico armato non può annientarle, ma la rabbia sì.
È la rabbia il nostro vero nemico.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
"Così, Tissa, qualunque forma, o sensazione,
o percezione, o creazione mentale o coscienza,
che sia passata, presente o futura, interna o esterna;
grossa o sottile, ordinaria o speciale, lontana o vicina,
dev'essere vista così com'è con il giusto discernimento, ossia:
«Questo non è mio. Questo non sono io. Questo non è il mio sé».
(Samyutta Nikaya XXII, 84)
Ben centrati in se stessi, sono i medesimi di fronte al piacere e al dolore,
alla lode e al biasimo, alla bontà e alla scortesia;
l'argilla, la pietra e l'oro sono per loro la stessa cosa; equanimi nell'onore e nel disonore,
uguali verso l'amico e verso il nemico, hanno rinunciato a ogni scopo egoistico:
tali sono coloro che hanno trasceso i guna.
(Bhagavad Gita 14:24-25)
Non essere un'impersonificazione della fama;
non essere un deposito di schemi;
non essere un proprietario di saggezza.
Incarna pienamente ciò che non ha fine e vaga dove non c'è sentiero.
Tieniti tutto ciò che hai ricevuto dal cielo ma non pensare di aver avuto qualcosa.
Sii vuoto, questo è tutto.
(Zhuangzi)
Troppa conoscenza porta all'agitazione: è meglio vuotare la mente.
Più pensi, più grande è la perdita: è meglio la pratica dell'attenzione.
(Shih Wang Ming - VI secolo d.C.)
Cento mila elefanti, cento mila cavalli, cento mila carri tirati dai muli
non valgono la sedicesima parte di un singolo passo avanti.
(Samyutta Nikaya)
«Quando un uomo è in punto di morte, i familiari gli si riuniscono attorno e gli chiedono:
"Mi riconosci? Sai chi sono?".
E finché le parole non si fondono con la mente e la mente col prana,
il prana col fuoco e il fuoco col puro essere, egli conosce tutti.
Poi non c'è più riconoscimento.
Quando le parole si fondono con la mente, e la mente col prana,
il prana col fuoco e il fuoco col puro essere,
non c'è niente che non venga da Quello.
Esso è la natura più intima, la verità, il supremo.
E tu sei Quello, Shvetaketu; tu sei Quello».
(Chandogya Upanishad)
Quando politici e governanti accantonano i principi morali ne derivano sempre conseguenze disastrose.
Che si creda in Dio oppure nel karma, l'etica e l'integrità sono il fondamento di ogni coesione civile.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
Finché manca la disciplina interiore, che è ciò che dà la pace mentale,
non importa di quali comodità esteriori o circostanze favorevoli possiate godere,
queste non vi daranno mai la sensazione di gioia e di felicità che state cercando.
D'altra parte, se avrete questa qualità interiore che è la pace della mente,
se godrete di un certo grado di stabilità interiore,
anche se vi mancheranno le varie comodità esteriori
che normalmente considerereste necessarie per essere felici,
vi sarà tuttavia possibile vivere una vita lieta e felice.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
«È il corpo che fa questo, non io».
«La mia natura è la purezza».
Con questi pensieri, qualunque cosa faccia, non fa niente, ma finge non sapere.
Trova la libertà in questa vita, ma si comporta come una persona ordinaria.
Tuttavia non è uno sciocco. Felice e luminoso, prospera nel mondo.
(Ashtavakra Gita 18:25-26)
Quando stai insieme a qualcuno che ami molto, puoi parlare con lui ed è piacevole,
ma il piacere non sta nella conversazione, sta nello stare insieme.
La meditazione è la forma più alta di preghiera:
in essa sei così vicina a Dio che non hai bisogno di dire nulla:
è solo bellissimo stare insieme.
(Swami Chetananda)
Uccidere il Buddha quando lo si incontra significa superare il mito del maestro,
il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta;
significa rinunciare al ruolo di discepolo e distruggere la speranza che qualcun altro,
all'infuori di noi, possa essere il nostro padrone.
(Sheldon B. Kopp)
La tortuosità e la linearità sono per natura opposte
e non possono stare insieme più di quanto non possano il gelo e il fuoco;
per chi è diventato religioso e procede sulla via della rettitudine,
un modo falso e tortuoso di esprimersi non è semplicemente possibile.
(Fo-Sho-Hing-Tsan-King)
Con l'impegno e la consapevolezza costanti fa' della mente una non-mente.
Lascia che l'illimitata coscienza inghiotta la mente limitata e va' al di là di ogni cosa.
(Maharamayana)
Ciò che fa sì che l'occhio veda ma non può essere visto dall'occhio,
quello è in realtà il sé.
E il sé non è altri che te.
(Kena Upanishad)
Per il praticante stagionato, neppure il Dharma (gli insegnamenti del Buddha) deve trasformarsi in un attaccamento.
Come per lavare una camicia ci vuole il sapone, ma se il sapone non viene risciacquato l'indumento non sarà realmente pulito,
così la mente del praticante non sarà completamente libera finché non recide ogni attaccamento a ogni cosa, compreso il Dharma.
(Allegoria buddista)
Come nelle profondità abissali dell'oceano non vi sono onde, ma tutto è calmo,
nello stesso modo il praticante si mantenga interiormente immobile e non ondeggi in alcuna circostanza.
(Suttanipata)
Come la terra s'inaridisce sotto un cielo senza pioggia,
così il popolo langue sotto un governante insensibile.
Anche i beni posseduti sono meno piacevoli della povertà
per le persone oppresse da un governante ingiusto.
Se chi governa agisce in modo contrario alla giustizia,
anche le stagioni si invertono e le nubi cariche di pioggia non si fanno vedere.
Se il protettore del popolo non si cura di proteggere,
i preti si dimenticheranno dei Veda e le mammelle delle vacche si prosciugheranno.
(Tirukkural 56: 557-560)
Un'onda, nell'oceano, ha un inizio e una fine, una nascita e una morte;
ma il Sutra del Cuore ci dice che l'onda è vuota:
l'onda è piena d'acqua, ma è vuota di un sé separato.
Un'onda è una forma che è stata resa possibile grazie all'esistenza del vento e dell'acqua.
Se un'onda vede soltanto la propria forma, con il suo inizio e la sua fine,
avrà paura della nascita e della morte;
ma se un'onda si rende conto di essere acqua e si identifica con l'acqua,
allora si emancipa dalla nascita e dalla morte.
Ogni onda che nasce è destinata a morire,
ma l'acqua è esente dalla nascita come dalla morte.
(Thich Nhat Hanh)
Porta a termine tutti i tuoi compiti; l'azione è migliore dell'inerzia.
Anche solo per mantenere il tuo corpo, Arjuna, sei obbligato ad agire.
L'azione egoista imprigiona il mondo.
Agisci disinteressatamente, senza alcun pensiero di profitto personale.
(Bhagavad Gita 3:8-9)
Conquista il tuo nemico con la forza, e ne accrescerai l'ostilità;
conquistalo con l'amore e dopo non avrai dispiaceri.
Abbi fede, figlio mio, abbi fede. Non aver paura.
Perché tu sei al di là di ogni cosa,
sei il cuore di tutta la sapienza.
Tu sei il Sé.
Tu sei Dio.
(Ashtavakra Gita 15:8)
È senza forma e non potrà mai esser visto con questi occhi,
ma si rivela al cuore purificato dalla meditazione e dalla custodia dei sensi.
Chi lo realizza si libera dal ciclo di nascita e morte.
(Katha Upanishad)
Il campo della sterminata vacuità è ciò che esiste fin dall'inizio.
Tu devi purificare, curare, triturare,
o spazzar via tutte le tendenze che hai creato fino a farne apparenti abitudini.
Allora potrai risiedere nel libero cerchio dello splendore.
(Hongzhi Zhengjue 1091-1157)
Dovunque tu vada, ci sei già.
(Jon Kabat-Zinn)
La religione è per quelli che hanno paura dell'inferno,
la spiritualità è per quelli che sono passati per l'inferno.
(Joan Halifax)
Non preoccuparti perché i bambini non ti ascoltano mai.
Preoccupati perché ti guardano sempre.
Non preoccuparti perché i bambini non ti ascoltano mai.
Preoccupati perché ti guardano sempre.
Se vuoi conoscere il tuo passato e capire che cosa ti ha causato,
osservati nel presente, perché il presente è l'effetto del passato.
Se vuoi conoscere il tuo futuro, osservati nel presente,
perché il futuro è l'effetto del presente.
(Majjhima Nikaya)
Non rovinare quel che hai desiderando quel che non hai;
ricordati che quel che hai adesso una volta era soltanto fra le cose sperate.
(Epicuro)
Una donna sta per sposarsi e, com'è normale nelle sue condizioni, ha la testa piena di pensieri,
progetti e idee per il futuro mentre si reca a piedi al villaggio vicino passando per la foresta.
Ma, tutta ad un tratto, una tigre le si para dinanzi, sul sentiero.
In quel momento, dove va la sua attenzione? Che ne è del suo passato?
Che fine fanno i suoi progetti per il futuro? Il futuro dipende dal passato.
La mente è una scavatrice di tombe,
che scava nel cimitero del passato in cerca di vecchie ossa da rodere.
Perciò sia benvenuta la tigre sul sentiero!
(Ajaan Dune Atulo)
Quando tutte le miriadi di corsi d'acqua che attraversano le diverse regioni,
ognuna col suo caratteristico colore e sapore, entrano nel grande oceano,
si fondono e prendono un solo sapore e un solo nome.
Nello stesso modo la stupidità e la saggezza diventano una sola cosa nella mente risvegliata.
Quando si comincia la pratica della via, sembra che vi sia distinzione,
che questa sia stupidità e che quella sia saggezza.
Ma più tardi, quando si penetra più in profondità,
si scopre che non c'è differenza tra stupidità e saggezza.
(Visuddhi Magga)
Se siamo in cerca di circostanze esterne che ci facciano contenti, stiamo cercando invano.
(Ayya Khema)
Le circostanze avverse mettono alla prova il nostro coraggio,
la nostra resistenza mentale e la profondità del nostro radicamento nel Dharma.
Non c'è niente di eccezionale nel praticare il Dharma
in un buon ambiente e in un'atmosfera favorevole.
La vera prova consiste nel riuscire
a perseverare nella pratica in circostanze avverse.
Inizia con il piccolo ed il semplice
per conseguire il grande ed il complesso.
Tutto ciò che è complesso
ha inizio da ciò che è semplice.
Tutto ciò che è grande
si produce da ciò che è piccolo.
Così il saggio non fa nulla di grande
ma tuttavia realizza la grandezza.
(Tao-Teh-Ching, 63)
Non dimentichiamoci mai che nel processo di attirare più vicino a Sé il devoto
Dio lo metterà sempre alla prova, talvolta intensamente!
Questo gioco delle prove va sempre avanti per separare i vincitori
da quelli che devono ritentare ancora.
(G. Venkataraman)
Noi esseri umani esistiamo nella nostra forma attuale da circa cento mila anni.
Credo che, se nel corso di tutto questo tempo la mente umana fosse stata controllata
soprattutto dalla rabbia e dall'odio, la popolazione umana mondiale sarebbe diminuita.
Ma oggi, malgrado tutte le guerre che ci sono state,
vediamo che la popolazione umana è più numerosa che mai.
Ciò è per me un chiaro indizio che l'amore e la compassione predominano nel mondo.
Ed ecco anche perché gli eventi sgradevoli sono «notizie»:
le attività compassionevoli sono tanto parte della vita quotidiana
da essere date per scontate e, pertanto, in gran parte ignorate.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
Va' a una festa: ascolta le risate, quelle voci incerte che rivelano
che il divertimento sta in superficie e sotto c'è il timore;
senti la tensione, senti la pressione;
nessuno si distende realmente, stanno simulando.
Va' a una partita di calcio: osserva i tifosi sulle gradinate;
osserva le esplosioni irrazionali di rabbia;
osserva la frustrazione incontrollata che ribolle
mascherata da un'apparenza di entusiasmo o di spirito di squadra;
fischi, berci e tracotanza in libertà in nome della fedeltà alla squadra;
ubriachezza, risse sugli spalti.
Queste sono persone che cercano disperatamente
di allentare la tensione interiore.
Queste non sono persone in pace con se stesse.
Guarda il telegiornale; ascolta i testi delle canzoni popolari:
troverete lo stesso tema che si ripete continuamente con poche variazioni;
gelosia, sofferenza, scontento e sforzo.
La vita sembra una lotta continua,
un enorme sforzo contro la probabilità di vacillare.
E qual è la nostra soluzione per tutto questo malcontento?
Rimaniamo incastrati nella sindrome del «se solo...»
(Henepola Gunaratana)
L' acqua scorre dal livello più alto a quello più basso.
Anche la Grazia di Dio si comporta allo stesso modo e scorre verso il basso,
riversandosi su coloro che sono piegati dall'umiltà.
(Shri Sathya Sai Baba)
Non cercate le differenze negli altri,
cercate invece le somiglianze,
che vi uniranno gli uni agli altri
e vi daranno la Pace Eterna.
(Padre Max)
I desideri soddisfatti, come l'acqua salata, fanno venire più sete.
(Milarepa)
Impara dall'acqua:
i torrentelli di montagna,
tra fessure e orridi,
scorrono chiassosi,
ma i grandi fiumi
fluiscono in silenzio.
(Sutta Nipâta, 720)
Leggono i quattro Veda,
leggono e rileggono i libri della dottrina
e non sanno che cosa sia la spiritualità,
come il cucchiaio non conosce il sapore del brodo.
(Subhashitavali)
Soltanto chi si incammina verso le cose ultime è un pellegrino.
In questo sta la tremenda differenza fra un pellegrino e un turista.
Il turista viaggia soltanto molto lontano, a volte con zelo e grande coraggio,
in cerca di qualcosa da raccattare (una serie di avventure, un racconto meraviglioso o due);
ma quando torna è la stessa persona di quand'è partito.
C'è qualcosa d'inesprimibilmente triste nel mucchio di effetti personali
che un turista toglie dai bagagli quando ritorna a casa.
Il pellegrino è diverso. È risoluto a tornare diverso da come è partito.
Il pellegrinaggio è un passaggio sottile e rischioso.
Il pellegrino - la metafora ci viene da periodi distanti nel tempo -
dev'essere preparato a liberarsi delle scorie della personalità
o perfino del corpo come di un abito consunto.
Un proverbio buddista dice che
«esiste il viaggio ma non il viaggiatore».
Per il pellegrino la strada è la casa;
giungere a destinazione sembra quasi illogico.
Un cane non è considerato un bravo cane perché abbaia bene.
Una persona non è considerata una brava persona perché parla bene.
(Milindapañña)
Tre uomini, in tre occasioni differenti,
andarono nella giungla e videro un camaleonte:
«Il camaleonte è rosso», disse il primo.
«No, il camaleonte è verde», disse il secondo.
«Non diciamo sciocchezze! Il camaleonte è marrone», disse il terzo.
I teologi sono come questi tre uomini.
(Parabola indù)
Una volta udii la storia di un tale che fece visita al paradiso e all'inferno.
In entrambi posti vide molte persone sedute attorno a tavole imbandite con ogni ben di Dio.
In entrambi i posti, a ogni commensale,
alla mano destra erano state legate bacchette lunghe più di un metro,
mentre la sinistra era legata alla sedia.
All'inferno, per quanto i commensali allungassero le braccia,
le bacchette erano troppo lunghe perché potessero portarsi il cibo alla bocca;
divennero impazienti e alla fine si ritrovarono in un groviglio di mani e bacchette,
mentre le prelibatezze erano sparse un po' dappertutto sulla tavola.
In paradiso, invece, i commensali felici usavano le lunghe bacchette
per imboccare qualcun altro col suo cibo favorito e,
a sua volta, nello stesso modo, veniva imboccato dagli altri.
Tutti gustavano il loro pasto in armonia.
(Shundo Aoyama, sacerdotessa zen)
Aggrappati ai piedi di un maestro che possa metterti davanti a te stesso.
(Swami Veda Bharati)
Mentre girava per il bazaar e guardava gli oggetti in vendita in un negozio,
un pellegrino disse alla propria mente:
«O mente, di te si dicono meraviglie. Mostrami uno dei tuoi miracoli!».
Di lì a poco un uomo che vendeva miele intinse un dito nel miele e lo strisciò sul muro.
Immediatamente dozzine di mosche cominciarono a ronzare vicino al muro per mangiare il miele.
In pochi minuti se ne radunò un numero impressionante.
Una lucertola vide le mosche e s'avventurò allo scoperto per mangiarle.
La vide un gatto, che le balzò addosso e se la pappò in un boccone.
Un cane, vedendo il gatto, lo inseguì e lo uccise.
Ma era il gatto del negoziante, e questi, preso dalla rabbia, percosse il cane con un bastone.
Il cane apparteneva a un cliente, che si infuriò e cominciò a litigare col negoziante finché non vennero alle mani.
I negozianti vicini corsero a dar man forte al negoziante mentre altri passanti si schierarono col cliente.
Ne venne fuori una rissa che coinvolse tutto il bazar.
Mentre accorrevano le guardie, richiamate dal clamore e dal parapiglia,
la mente disse al pellegrino: «Ecco fatto!»
(Parabola indù)
L'essenziale è invisibile agli occhi,
non si vede bene che col cuore.
(Saint Exupéry)
Il malvagi vedono questo universo come un inferno,
i parzialmente buoni lo vedono come un paradiso,
mentre gli esseri evoluti lo percepiscono come Dio stesso.
Il velo cade dagli occhi solo quando si vede questo universo come Dio;
è allora che l'uomo, purificato e mondato,
s'accorge che la sua intera visione è cambiata.
(Vivekananda)
La fede è la radice della spiritualità.
Se credete che Dio esista, Egli esiste.
Se non ci credete, per quanto riguarda voi,
Dio non esisterà.
(Shri Sathya Sai Baba)
(Shri Sathya Sai Baba)
La gloria è insita nel tentativo di raggiungere il proprio obiettivo
e non nel suo raggiungimento.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1942)
Prima di parlare, chiediti:
è gentile, è necessario, è vero,
è meglio del silenzio?
(Kirpal Singh)
Prego per tutti noi, oppressore e amico,
che insieme si possa riuscire a costruire un mondo migliore
attraverso l'amore e l'umana comprensione,
e che in tal modo si possano ridurre
il dolore e la sofferenza di tutti gli esseri viventi.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
In natura c'è un'unità fondamentale
sottostante a tutta la diversità che vediamo attorno a noi.
Le religioni sono state date all'umanità
per accelerare il processo di realizzazione
di
questa unità fondamentale.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
L'espressione del vuoto è amore,
perché vuoto significa «vuoto di sé».
Quando non c'è alcun sé, non c'è nessun altro.
La dualità è creata dall'idea di sé, dell'io, dell'ego.
Quando non c'è un sé, c'è unità, comunione.
E senza il pensiero di "io amo qualcuno",
l'amore diventa la naturale espressione di quell'unità.
(Joseph Goldstein)
Chi ha troppe cose da fare
vive in una tinozza
e non nel mare.
(Detto orientale)
La voce umana non potrà mai raggiungere la distanza coperta
dalla quieta piccola voce della coscienza.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1922)
In verità, la fede nei propri piani e metodi è davvero messa alla prova
quando non si ha davanti altro che un orizzonte buio pesto.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1924)
L'amore mai non chiede e mai non dà;
l'amore non soffre, non si risente, non si vendica.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1925
Le creature che abitano questa terra - siano essi animali o esseri umani - sono qui per contribuire,
ciascuno nel suo modo particolare, alla bellezza e alla prosperità del mondo.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
È nell'amore che la religione esiste e consiste e non nelle cerimonie: nel puro e sincero amore del cuore.
Se una persona non è pura di corpo e di mente, tutto il suo andare al tempio per adorare Shiva è inutile.
Shiva risponderà alle preghiere dei puri di cuore mentre le invocazioni di coloro che,
pur essendo impuri, cercano di insegnare la religione agli altri, non andranno a buon fine.
Il culto esteriore è solo un simbolo del culto interiore,
ma il culto interiore e la purezza sono le cose veramente importanti.
Senza di esse il culto esteriore non è di alcun valore.
(Vivekananda)
Condizionata dalla passione, la mente non è libera;
condizionato dall'ignoranza, il discernimento non si sviluppa.
Pertanto lo svanire della passione è la liberazione della consapevolezza;
lo svanire dell'ignoranza è la liberazione del discernimento.
(Anguttara Nikaya)
Abbandonando il discorso maligno, egli se ne astiene;
non ripete altrove ciò che ha udito qui per dividere (quelle persone) da queste,
né ripete a queste persone ciò che ha sentito altrove, in modo da dividere (queste persone) da quelle;
così egli è come colui che riunisce coloro che sono divisi, un promotore di amicizia,
che gode della concordia, gioisce della concordia, si compiace della concordia
e proferisce parole che promuovono la concordia.
(Majjhima Nikaya)
Pericolose conseguenze seguiranno se i politici e governanti dimenticano i principi morali;
sia che crediamo in Dio oppure nel karma, l'etica è il fondamento di ogni religione.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
Attaccamento è insistere a essere "qualcuno";
non-attaccamento è esser liberi di essere nessuno.
Essere "qualcuno" vuol dire essere compresi nel ruolo,
impulsivi, in balìa del pensiero,
identificati col corpo, che è nato, invecchia, muore,
soffre tormento, dolore, dispiaceri, depressione, ansia.
L'angoscia emerge quando "qualcuno" nasce.
(Stephen Batchelor)
Tutte quelle disgustose persone religiose ingannano prima se stesse e poi tutti gli altri,
vivono sulla credulità e dabbenaggine della gente, fanno una vita facile,
vendono merce scadente e promettono una merce buona
che non potranno mai consegnare.
Ma voi volete credere a tutte queste assurdità:
è una riflessione sulla vostra intelligenza,
che casca in tutte le stronzate cui vi esponete.
(U. G. Krishnamurti)
Un ufficiale di basso rango pensa spesso alle regole;
un vecchio generale non parla di soldati.
(Proverbio zen)
Contrariamente a quanto alcune persone potrebbero credere,
non c'è nulla di male nell'esperienza del piacere e del godimento.
Quel che è sbagliato è il modo confuso con cui ci aggrappiamo a questi piaceri,
trasformandoli così da una fonte di felicità in una fonte di dolore e di malcontento.
(Lama Thubten Yeshe)
Uccidere il Buddha quando lo si incontra
significa superare il mito del maestro,
il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta;
significa rinunciare al ruolo di discepolo
e distruggere la speranza che qualcun altro, all'infuori di noi,
possa essere il nostro padrone.
(Sheldon B. Kopp)
Avendo rinunciato a ogni desiderio egoistico,
ha trovato riposo nel Brahman.
La sapienza è il bordone che lo sostiene.
Coloro che prendono il bastone del mendicante
mentre sono ancora in balia dei sensi
non possono sfuggire a enormi sofferenze.
L'uomo illuminato conosce questa verità della vita.
(Paramahamsa Upanishad)
Questa è la mia semplice religione:
non c'è bisogno di templi,
non ci vogliono complicate filosofie.
Il nostro cervello e il nostro cuore
sono il tempio, la gentilezza è la filosofia.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
In Occidente c'è il mito che libertà voglia dire licenza di seguire i desideri dovunque portino.
Invece, finché si è dominati dagli impulsi, finché si è pieni di desideri,
attrazioni e repulsioni, non si è affatto liberi, bensì schiavi.
La libertà non si ottiene con la capacità di realizzare determinate azioni esteriori;
la vera libertà è un modo d'essere interiore.
Una volta raggiunta, nessuna situazione al mondo può impedire o limitare la libertà.
È in questo contesto che dobbiamo comprendere i precetti e le regole morali.
(Jack Kornfield)
È sconsigliabile essere troppo sicuri della propria saggezza.
È salutare invece ricordarsi a che i più forti possono indebolirsi
e che i più saggi possono sbagliare.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Si dice che ci siano solo due tragedie nella vita:
non ottenere ciò che si vuole, e ottenerlo.
(Bhante Henepola Gunaratana)
Il cuore della pratica del Dharma consiste nel liberarsi dagli attaccamenti di questa vita;
mette a fuoco la più profonda aspirazione a ottenere una completa libertà dallo scontento
tramite l'emendazione della mente da afflizioni come la confusione, l'attaccamento e la rabbia.
In un senso più ampio, la pratica del Dharma concerne il servizio agli altri,
nel senso di attenzione ai loro bisogni sia provvisori che ultimi.
Ciò vuol forse dire che chi si impegna nel Dharma improvvisamente deve rinunciare a tutti i piaceri terreni
- basta con le vacanze, coi divertimenti, coi piaceri dei sensi? - No.
Se uno tenta questo approccio, solitamente ottiene il solo risultato di bruciarsi spiritualmente;
e il contraccolpo più comune è un'indulgenza alla sensualità parimenti estrema.
Per questo motivo, la pratica del Dharma buddista è detta spesso la Via di Mezzo,
perché cerca di evitare gli estremi dell'indulgenza nel piacere dei sensi e dell'ascetismo più severo.
Il primo porta a un perpetuo malcontento e il secondo a seri danni alla salute fisica e mentale...
La Via di Mezzo è un impegno ragionevole, che non è lassismo né aggressività;
da questa pratica si ricavano, infine, una soddisfazione e un piacere crescenti
nell'attività virtuosa che risulta dalla nostra trasformazione spirituale.
(B. Alan Wallace)
Nulla si crea, nulla si distrugge.
Falla finita col dualismo,
con ciò che ti garba e ciò che non ti garba.
Ogni cosa è soltanto l'unica mente.
Quando avrai percepito questo,
sarai montato sul carro del Buddha.
(Huang-Po)
Perché fiorisca una vera trasformazione spirituale
dobbiamo guardare oltre la tendenza all'auto-flagellazi
La spiritualità basata sull'odio di sé si trasforma in martirio.
La moralità sostenuta dall'odio di sé si trasforma in rigida repressione.
L'amore per gli altri, senza il fondamento nell'amore per noi stessi,
si trasforma in una perdita del senso del limite,
in co-dipendenza e in una dolorosa e inutile ricerca d'intimità.
Ma quando, con la meditazione, ci mettiamo in contatto con la nostra vera natura,
possiamo permettere anche agli altri di trovare la loro.
(Sharon Salzberg)
In Occidente c'è il mito che libertà voglia dire licenza di seguire i desideri dovunque portino.
Invece, finché si è dominati dagli impulsi, finché si è pieni di desideri, attrazioni e repulsioni,
non si è affatto liberi, bensì schiavi.
La libertà non si ottiene con la capacità di realizzare determinate azioni esteriori;
la libertà è un modo d'essere interiore.
Una volta raggiunta, nessuna situazione al mondo può impedire o limitare la libertà.
È in questo contesto che dobbiamo comprendere i precetti e le regole morali.
(Jack Kornfield)
Come le acque dei fiumi vanno e non ritornano,
così i giorni e le notti, trascinando con sé la vita dei mortali.
(Maharamayana)
I desideri soddisfatti, come l'acqua salata, fanno venire più sete.
(Milarepa)
Stai attento, perché se lo sforzo è eccessivo porta allo sfinimento
e se è insufficiente porta alla pigrizia.
Perciò sii fermamente determinato ad adottare la via di mezzo,
evitando di sforzarti troppo o troppo poco,
ma riconoscendo che la fede, l'energia,
la consapevolezza, la concentrazione e la saggezza
sono i frutti di un impegno sereno ed equilibrato.
(Dai «Detti degli anziani», Theragatha)
Kutadanta accusò il Buddha:
«M'hanno detto che insegni la legge e la via della vita, eppure disprezzi la religione.
I tuoi seguaci abbandonano i riti e snobbano i sacrifici.
Ma la reverenza per gli dei si può mostrare solo coi sacrifici.
La vera natura della religione è adorazione e sacrificio».
Il Buddha rispose:
«Più grande del massacro di manzi è il sacrificio dell'io.
Colui che offre in sacrificio i propri desideri morbosi
comprende l'inutilità di codesto macello d'animali sull'altare.
Il sangue non pulisce, ma sporca.
La rinuncia alle azioni dannose, invece, rende il cuore integro.
Seguire la via della rettitudine è meglio che adorare gli dei».
(Kutadanta-sutta, DN V)
Coloro che seguono una ricerca interiore per acquisire poteri,
percezioni extrasensoriali, esperienze trascendenti,
non sono affatto diversi da quelli che vogliono più soldi e più piaceri sensoriali.
Questi vogliono il potere economico o politico,
quelli i poteri trascendenti, ma la mente è la stessa.
(Vimala Thakar)
Non si può far a meno di ridere e persino d'essere apparentemente irriverenti
quando si constata la fantastica sovrastruttura di superstizione e di mistero
costruita intorno alla fondamentale semplicità del fatto che la verità è!
(Ramesh Balsekar)
Se l'elemento del cercatore di verità non esistesse in tutti gli esseri,
non ci sarebbe repulsione per la brama di sensazioni,
né potrebbe esserci il desiderio del nirvâna,
né la ricerca di esso, né la risoluzione di conseguirlo.
(Visuddhi Magga)
C'è soltanto uno stato.
Se corrotto e alterato dall'auto-identificazione
è conosciuto come individuo;
se è solo tinto dal senso della presenza,
della coscienza animata,
è la testimonianza impersonale;
se resta nella sua originaria purezza,
senza macchia e senza colore nel suo riposo primordiale,
è l'assoluto.
(Ramesh Balsekar)
«Sebbene il nibbâna esista, ed esista la via per arrivarci,
ed esista anch'io per dare le necessarie istruzioni,
alcuni dei miei seguaci giungono alla meta, e altri no.
Non posso farci nulla.
Tutto quel che posso fare è indicare la via».
(Majjhima Nikaya)
Quanto sconfinato e libero è il cielo della consapevolezza!
Quant'è luminosa la luna piena della saggezza!
In verità, c'è qualcosa che manca adesso?
Il nirvana è proprio qui, davanti ai nostri occhi;
questo stesso posto è la Terra del Loto;
questo stesso corpo è il Buddha!
(Hakuin Zenji)
Una delle cose che sono giunto a comprendere
è che il risveglio diventa possibile
quando si accetta l'idea che non possa essere «conseguito».
Le dottrine, i processi e i sentieri graduali di ricerca del risveglio
non fanno altro che esacerbare il problema che pretendono di risolvere,
rafforzando l'idea che l'io possa trovare qualcosa che ha perduto.
È questo stesso sforzo, questo investimento nell'identità dell'io
che continua a ricreare l'illusione della separazione dall'unità.
Questo è il velo che crediamo esista. È il sogno dell'individualità.
(Tony Parsons)
La mente è il nucleo del samsâra e del nirvâna.
(Lama Thubten Yeshe)
Quando una persona si esercita in questa concentrazione [sul respiro],
diventa molto tranquilla, lucida di mente e di corpo.
Dopo essersi esercitata per un determinato periodo,
può venire il momento in cui si rende conto che questo corpo,
apparentemente solido, è sostenuto solo dal respiro
e che perisce quando il respiro cessa.
Allora realizza pienamente l'impermanenza.
Laddove c'è un cambiamento,
non può esserci un sé permanente
o un'anima immortale.
(Anapanasati-sutta)
Non c'è che un respiro a separare questa vita da quella a venire.
Non sapendo se sarò ancora qui domattina,
perché cercare di ingannare la morte
con dei progetti per un futuro permanente?
(Milarepa)
Una delle cose più difficili da imparare
è che la consapevolezza non dipende da alcuno stato emozionale o mentale.
Abbiamo dei preconcetti sulla meditazione,
per esempio che sia una cosa per persone tranquille,
che si muovono lentamente, da farsi in caverne silenziose.
Queste sono circostanze favorevoli all'apprendimento,
che si creano per facilitare la concentrazione e per imparare l'arte della consapevolezza.
Ma una volta imparato, tuttavia, si può anche fare a meno
delle restrizioni tipiche dell'addestramento e, anzi, dovreste proprio farlo.
Non c'è bisogno di muoversi a passo di lumaca per essere consapevoli;
non c'è bisogno nemmeno di star calmi.
Si può essere coscienti mentre si risolve un difficile problema di calcolo;
si può essere coscienti in mezzo a una mischia di palla ovale;
si può essere coscienti nel mezzo di una furia incontenibile.
Le attività fisiche e mentali non sono d'ostacolo alla consapevolezza.
Se vi pare che la vostra mente sia estremamente attiva,
allora osservate semplicemente la natura e il grado di quest'attività:
è solo una parte del temporaneo spettacolo interno.
(Henepola Gunaratana)
Prima di morire, Milarepa diede le ultime istruzioni ai discepoli convenuti. Disse:
«Quando morirò ... non costruite statue e stupa in mia memoria; alzate, invece, il vessillo della meditazione.
Rifiutate tutto ciò che incrementa l'aggrappamento all'ego o ai veleni interiori, anche se sembra un bene.
Fate ciò che porta beneficio agli altri, anche se sembra un male.
Questa è la vera via del dharma.
Poiché la vita è breve e il momento della morte è sconosciuto, dedicatevi interamente alla meditazione.
Agite in modo saggio e coraggioso secondo la vostra innata intuizione, anche a costo della vita.
In breve, comportatevi in modo di non dovervene vergognare».
(Chögyam Trungpa)
Vivi nel mondo come un'anatra, che sta nell'acqua ma se la scrolla via.
Vivi nel mondo come una tinca, che vive nel fango, ma ha le squame sempre pulite e lucenti.
(Ramakrishna)
Abbandonato il pettegolezzo, se ne astiene;
parla al momento giusto, parla dei fatti, parla di ciò che è bene, parla del Dhamma e della disciplina;
al momento giusto dice parole che vale la pena di ricordare, sensate, moderate e utili.
(Majjhima Nikâya)
Non aggrapparti alla tua comprensione.
Anche se capisci qualcosa, dovresti chiederti se ci possa essere qualcosa che non hai completamente inteso,
o se ci può essere qualche altro significato ancora più profondo.
(Dogen)
O Krishna, Incantatore di cuori, sollevatore di montagne, sento il tuo flauto che mi chiama:
devo venire da te per la via segreta attraverso l'erba alta?
(Mirabai)
Ogni singola cosa nasce dal cuore capriccioso, cantava il Saggio.
Così nei tre mondi non c'è nulla di pericoloso come il cuore.
(Santideva, Bodhicaryavatara)
Quali che siano gli spiriti qui riuniti, della terra o del cielo,
possano essere tutti felici e ascoltare attentamente ciò che dico.
Pertanto, spiriti, vogliate stare tutti bene attenti:
iate amichevoli verso gli esseri umani che giorno e notte vi portano le loro offerte;
proteggeteli, quindi, con grande attenzione.
(Ratana-sutta)
Nessuno può morire; nessuno può essere disprezzato per sempre.
La vita non è che un parco giochi, per quanto duro possa essere il gioco.
Tuttavia per quanti colpi si possano prendere e per quanto abbattuti si possa essere,
la nostra vera natura non viene mai colpita. Noi siamo quell'infinito.
(Vivekananda)
Anche se l'educazione morale assume molte forme, l'etica dell'abbandono delle dieci non-virtù ne è la base.
Delle dieci non-virtù, tre riguardano gli atti del corpo, quattro gli atti verbali e tre gli atti mentali.
Le tre non-virtù mentali sono:
1) la brama: il pensiero: «Voglio che ciò sia mio», ovvero desiderare qualcosa che appartiene ad altri;
2) l'intento nocivo: è il desiderio di far del male agli altri, che si tratti di male di grande o di piccola entità;
3) le convinzioni sbagliate: considerare qualcosa di esistente - come, ad esempio la rinascita, la legge di causa ed effetto, o i Tre Gioielli -, come inesistenti.
L'opposto di queste dieci non-virtù sono le dieci virtù e l'impegno nella loro attuazione è detto pratica dell'etica.
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
Sarebbe una bella cosa se ci vedessimo come ci vedono gli altri, ma per quanto ci possiamo provare,
non riusciamo a conoscere a fondo noi stessi, specialmente il nostro lato oscuro.
È una cosa che possiamo fare solo se non proviamo risentimento per i nostri critici
e diamo attenzione tutto ciò che essi hanno da dire su di noi.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Tutte le religioni del mondo, sebbene possano differire per altri aspetti,
sono d'accordo nel proclamare che in questo mondo non vive altro che la verità.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1927)
Colui che si crede diverso dal guru è nella dualità;
quindi voglio mettere l'accento ancora una volta su questo dato di fatto che,
se si è legati all'esistenza fisica di qualsiasi guru, non si può ottenere la liberazione.
La mente è dentro e anche i pensieri sono dentro.
Colui che, dentro, fa le domande è il discepolo e colui che, sempre dentro, risponde, è il guru.
Quando chi fa le domande ottiene risposte soddisfacenti a tutte le domande, diviene silente.
Quando la mente non avrà più domande
e non avrà più alcun desiderio di conoscere alcunché, diverrà silente.
Questo stato di silenzio è noto come l'unione del guru e del discepolo.
(Baba Faqir Chand)
Come nuvole sono spazzate via dal vento,
la sete di piaceri materiali è tacitata dalla pronuncia del nome del Signore.
(Sri Sarada Devi)
Ci vuole un certo grado di armonia fisica e di comodità,
ma al di sopra di un certo livello diventa un ostacolo anziché un aiuto.
Pertanto, l'ideale di creare un numero illimitato di bisogni da soddisfare
sembra un'illusione e una trappola.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Mi stai cercando? Sono nel sedile accanto. La mia spalla tocca la tua.
Non mi troverai negli stupa, né nelle cappelle, né nelle sinagoghe, né nelle cattedrali:
nemmeno nelle masse o nei canti votivi, né mettendoti le gambe attorno al collo
o non mangiando altro che vegetali.
Quando davvero mi cercherai, mi vedrai all'istante.
Mi troverai nella più piccola casa del tempo.
Kabir dice: discepolo, dimmi, che cos'è Dio?
Egli è il respiro dentro il respiro.
(Kabir)
Finché traete aiuto interiore e conforto da una cosa, tenetela.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Che io non preghi per essere al riparo dai pericoli, ma per avere il coraggio di affrontarli.
Che io non preghi perché venga lenito il mio dolore, ma per riuscire a superarlo.
Che io non mi affidi agli alleati sul campo di battaglia della vita, ma piuttosto alla mia propria resistenza.
Che io non brami mai, angosciato di paura, d'essere salvato, ma speri piuttosto nella pazienza necessaria a conquistare la mia libertà.
Fa' che io non sia un vigliacco, e non riconosca la tua misericordia solo nel successo,
ma fammi trovare la stretta della tua mano nel fallimento.
(Rabindranath Tagore - 1861-1941)
La mitezza, l'autocontrollo, il sacrificio e la generosità non sono il retaggio esclusivo di alcuna razza o religione.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1930)
Vedo le persone che parlano di religione litigare costantemente l'una con l'altra.
Indù, musulmani, Brahmi, Shakta, Vaishnava, Shaiva, tutti litigano l'uno con l'altro.
Non hanno l'intelligenza per capire che colui che è chiamato Krishna è anche Shiva e la Shakti primigenia,
e che è lui, ancora una volta, che si chiama Gesù e Allah.
"Vi è un solo Rama e ha un migliaio di nomi".
(Ramakrishna)
I corpi vengono e vanno, come gli abiti.
(Shankaracharya)
Ogni giorno prego che ogni miseria nel mondo venga sradicata: che la comprensione trionfi sull'ignoranza;
che la generosità trionfi sull'indifferenza; che la fiducia trionfi sul disprezzo; che la verità trionfi sulla falsità.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Colui le cui carni io divoro in questa vita, divorerà le mie nella prossima.
(Manu, MS V, 55)
Se non seguite qualcuno vi sentite molto soli. E allora siate soli! Perché avete paura di star soli?
Perché siete a faccia a faccia con voi stessi così come siete e vi trovate vuoti,
ottusi, stupidi, sgradevoli, colpevoli, ansiosi - un'entità secondaria, scadente, di seconda mano.
Affrontate questa realtà: guardatela, non fuggitela. Nel momento in cui fuggite comincia la paura.
(Krishnamurti)
Una donna ha al collo una collana, ma si dimentica di averla e immagina d'averla persa.
Così si mette febbrilmente a cercarla di qua e di là, dappertutto.
Non trovandola, chiede a tutti gli amici se l'abbiano vista, finché un amico gentile
non le indica il collo e le dice di toccare con mano lei stessa la collana che indossa.
La donna obbedisce e prova una felicità immensa per averla ritrovata.
In seguito, quando incontra gli altri amici che le chiedono se abbia ritrovato la collana, risponde di sì,
e racconta di come avesse creduto d'averla perduta e invece l'abbia successivamente ritrovata.
La felicità provata nel ritrovarsela al collo è pari alla felicità che avrebbe provato ritrovando
un bene effettivamente perduto, ma, in effetti, non l'ha mai persa né recuperata.
Tuttavia prima era disperata e adesso è felice.
La stessa cosa avviene con la realizzazione della propria vera natura.
(Ramana Maharshi)
Tra marito e moglie non ci devono essere segreti. Ho un'alta stima del legame matrimoniale.
Sono convinto che marito e moglie si fondono l'uno nell'altro: sono uno in due o due in uno.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
I grandi insegnamenti, all'unanimità, danno risalto al fatto che tutta la pace,
la saggezza e la gioia dell'universo sono già dentro di noi;
non dobbiamo guadagnarle, svilupparle o raggiungerle.
Come un bambino che stia in un magnifico parco con gli occhi strettamente chiusi,
non abbiamo bisogno di immaginare gli alberi, i fiori, i cervi, gli uccelli e il cielo;
dobbiamo soltanto aprire gli occhi e vedere che cosa c'è già qui, che cosa siamo già,
non appena smettiamo di fingere di essere piccini o peccatori.
Si potrebbe definire quasi tutta la pratica spirituale semplicemente come esserci,
identificare e arrestare, identificare e arrestare, identificare e arrestare:
identificare le innumerevoli forme di illusione che indossiamo e darsi il coraggio di arrestarle tutte.
A poco a poco, in profondità dentro di noi, il diamante si lustra, gli occhi si aprono,
l'alba si mostra e noi ci trasformiamo in ciò che siamo già. Tat twam asi: Tu sei quello!
(Bo Lozoff)
Non può esserci continuità nell'esistenza.
La continuità implica un'identità nel passato, nel presente e nel futuro.
Ma una tale identità è impossibile,
dato che gli stessi oggetti con cui ci si identifica fluttuano e cambiano.
La continuità, la permanenza, non sono che illusioni create dalla memoria,
pure proiezioni mentali d'un modello laddove non può esserci alcun modello.
Il tempo è nella mente, lo spazio è nella mente.
In realtà il tempo e lo spazio esistono in te; non sei tu ad esistere in loro.
Sono modi della percezione, ma non sono gli unici.
Il tempo e lo spazio sono come parole scritte sulla carta;
la carta è reale, ma le parole sono solo una convenzione.
Tutta l'esistenza è immaginaria. Il tempo è infinito, benchè limitato,
l'eternità avviene nello spaccato del momento presente.
La manchiamo perché la mente fa la spola fra il passato e il futuro
e non si ferma a mettere a fuoco il presente.
Ma questa è una cosa che si può fare abbastanza facilmente, se si desta l'interesse.
(Nisargadatta Maharaj)
Dio a volte mette duramente alla prova coloro che desidera benedire.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1931)
Perché aspettare? Che cosa stai aspettando esattamente?
Qualcuno cui dare ciò che hai sempre desiderato?
Un treno che venga giù dal cielo per portarti dei doni?
Ma nulla di ciò che potrebbe accadere potrebbe mai essere buono e prezioso quanto te.
Ciò che ti trattiene dall'essere, dall'essere presente, non è altro che la speranza nel futuro;
la speranza in qualcosa che deve accadere tiene in vita una certa fantasia sul futuro.
Ma questa è un miraggio; non ci arriverai mai.
Il miraggio ti trattiene dal vedere l'evidenza, la preziosità dell'essere.
È una grande distorsione, una grande incomprensione di ciò che può darti soddisfazione.
Quando insegui un miraggio stai rifiutando te stesso.
(A. H. Almaas)
Spiritualità significa risveglio. La maggior parte della gente dorme, anche se non lo sa.
Nascono addormentati, vivono addormentati, addormentati si sposano,
nel sonno crescono figli e, infine, muoiono addormentati senza mai svegliarsi.
Non comprendono mai l'incanto e la bellezza di ciò che chiamiamo esistenza umana.
(Anthony de Mello)
Siamo responsabili di ciò che siamo e, qualunque cosa desideriamo essere,
abbiamo il potere di diventarlo.
Se ciò che siamo adesso è il risultato delle nostre azioni passate,
certamente ne consegue che qualunque cosa desideriamo essere in futuro
può essere prodotto dalle nostre azioni attuali;
così dobbiamo sapere come comportarci.
(Swami Vivekananda)
Il signor Prasad domandò se la forma regolare di controllo del respiro,
in cui si inala, si trattiene il respiro e si esala al ritmo di 1 : 4 : 2 non fosse il metodo migliore.
Bhagavan rispose: «Tutti questi ritmi respiratori, talvolta regolati non dal conteggio ma dai mantra,
aiutano a controllare la mente; questo è tutto.
Anche osservare il respiro è una forma di controllo del respiro.
Trattenere il respiro è più violento e può essere nocivo,
se non c'è un buon maestro a guidare il praticante a ogni passo;
ma la semplice osservazione del respiro è più facile e non comporta alcun rischio».
(Bhagavan Ramana Maharshi)
Se desiderate essere veri cooperatori del piano divino, il vostro primo obiettivo
dev'essere di liberarvi completamente d'ogni desiderio e dell'egoismo autoreferenziale.
Tutta la vostra vita dev'essere un'offerta e un sacrificio al Supremo;
il vostro unico scopo nell'azione sia di servire, ricevere, compiere,
trasformarvi in in uno strumento della manifestazione della divina Shakti in azione.
Dovete svilupparvi nella coscienza divina
finché non ci sarà differenza alcuna fra la vostra volontà e la sua,
nessuna motivazione tranne il suo impulso in voi,
nessuna azione che non sia la sua azione cosciente in voi e per vostro tramite.
(Sri Aurobindo)
Il cambiamento costante è la legge della vita e la persona che, per apparire coerente,
vuole sempre e comunque riaffermare i propri dogmi finisce per trovarsi in una posizione falsa.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1928)
"È il nostro proprio atteggiamento mentale che rende il mondo ciò che è per noi.
Il nostro pensiero rende le cose belle, i nostri pensieri rendono le cose brutte.
Il mondo intero è nelle nostre proprie menti".
(Swami Vivekananda)
Ho adorato la donna come l'incarnazione vivente dello spirito del servizio e del sacrificio.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1933)
Un oggetto si riflette: guardandolo vediamo due immagini, eppure c'è una cosa sola.
Nello stesso modo, questo mondo è un riflesso del non-nato.
Possiamo anche vedere due cose, ma in realtà ce n'è una sola.
(Jñaneshwar)
Io sono colui che tiene il corpo, tu sei colui che tiene il respiro.
Tu conosci il segreto del mio corpo, io conosco il segreto del tuo respiro.
Ecco perché il tuo corpo è nel mio.
Tu conosci e io conosco, Ramanatha, il miracolo del tuo respiro nel mio corpo.
(Devara Dasimayya)
Domanda: Se ognuno di noi è unico, ciò implica che il nostro "codice" di risveglio - ammesso che una tal cosa esista -
sia ugualmente unico, in modo che ciascuno di noi raggiunga quello stato in modo unico ed individuale.
U.G.: Esattamente. Questo è ciò che sto provando a mettere in risalto. Ci è semplicemente impossibile produrre illuminati in catena di montaggio.
Sapete, osservando la storia, perfino un Paese come l'India, che si vanta d'essere terra di spiritualità, non ha prodotto che pochissimi illuminati.
Si possono contare sulla punta delle dita. Ma, purtroppo, sul mercato, ci sono molti che millantano d'essere illuminati e d'essere in grado di illuminare chiunque.
C'è un mercato anche per questo genere di cose. La legge della domanda e dell'offerta è responsabile di ciò.
Ma, in realtà, un uomo illuminato o un uomo libero, se ce n'è uno, non è interessato a liberare o a illuminare qualcun altro.
E ciò perché non ha alcun modo di sapere se è un uomo libero, se è un illuminato.
Non è qualcosa che possa essere spartita con qualcuno, perché non risiede affatto nell'area dell'esperienza.
(Uppaluri Gopala Krishnamurti)
L'amicizia che si fonda sull'accordo in tutte le questioni non è degna di questo nome.
L'amicizia per essere reale deve sempre sostenere il peso di oneste differenze di opinione, per quanto aspre siano.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Le religioni sono strade differenti che convergono nello stesso punto.
Che cosa importa se prendiamo strade diverse a se poi raggiungiamo lo stesso obiettivo?
Credo che tutte le religioni del mondo siano più o meno vere.
Dico "più o meno" perché credo che tutto ciò che la mano dell'uomo tocca,
a causa del fatto stesso che gli esseri umani sono imperfetti, diventi imperfetto.
Maharaj: La dolcezza è la natura dello zucchero; ma la dolcezza c'è solo finché c'è lo zucchero.
Una volta che lo zucchero s'è consumato o è stato buttato via, la dolcezza non c'è più.
Nello stesso modo questa conoscenza "io sono," questa coscienza, questo senso o sentimento di essere, è la quintessenza del corpo.
E se quest'essenza del corpo se ne va, anche questo senso, il sentimento di essere, parimenti se ne va.
Questo senso di essere non può restare senza il corpo, proprio come la dolcezza non può restare senza la materia, che è lo zucchero.
Ospite: Allora, che cosa resta?
Maharaj: Quel che rimane è l'originale, che è incondizionato, senza attributi e senza identità:
ciò su cui questo provvisorio stato di coscienza e i tre stati, i tre guna, vengono e vanno.
Lo chiamano Parabrahman, l'imperituro. Questo è il mio insegnamento di base.
(Nisargadatta Maharaj)
Se continui a lavorare con la luce disponibile, incontrerai il tuo maestro, poiché lui stesso ti cercherà.
(Ramana Maharshi)
Quando l'austerità e la cortesia si aggiungono alla forza, questa diviene irresistibile.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1931)
Colla nascita e la caduta degli imperi, con la creazione dei vasti corpi di simboli che danno forma ai nostri sogni,
forgiando le magiche chiavi con cui dischiudiamo i misteri del creato;
con tutto ciò stiamo marciando di epoca in epoca verso la più completa realizzazione della nostra anima.
(Rabindranath Tagore - 1861-1941)
L'ego è come un bastone che divida l'acqua in due. Crea l'impressione che tu sei uno e io sono un altro.
Quando l'ego sparisce ti rendi conto che il Brahman è la tua stessa coscienza interiore.
(Ramakrishna)
La rottura di una promessa è un atto d'insolvenza, né più né meno quanto il rifiuto di pagare un debito.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1930)
Sono passati i giorni in cui disprezzavo i frutti del paradiso!
Oggi mi contenterei di campare di frutti del fico.
(Kalidasa)
Se non seguite qualcuno vi sentite molto soli. E allora siate soli! Perché avete paura di star soli?
Perché siete a faccia a faccia con voi stessi così come siete e vi trovate vuoti,
ottusi, stupidi, sgradevoli, colpevoli, ansiosi - un'entità secondaria, scadente, di seconda mano.
Affrontate questa realtà: guardatela, non fuggitela. Nel momento in cui fuggite comincia la paura.
(Jiddu Krishnamurti)
L'autorità morale non si preserva mai con i tentativi di trattenerla:
viene senza che la si cerchi e la si fa durare senza sforzo.
(Mahatma Gandhi, 1925)
Che noi tutti si sia abbastanza coraggiosi da morire come martiri,
ma senza alcuna smania di martirio.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1927)
Il grande maestro indiano Nisargadatta Maharaj una volta disse:
«La saggezza mi dice che sono niente.
L'amore mi dice che sono tutto.
Tra questi due fluisce la mia vita».
«Io sono niente».
non vuol dire che dentro di noi ci sia solo un terreno incolto e brullo.
Significa che, con consapevolezza,
ci apriamo a uno spazio libero e senza impedimenti,
senza centro né periferia - niente di separato.
Se siamo niente, non c'è niente che possa fare da barriera
alla nostra sconfinata espressione d'amore.
Così, essendo niente, siamo anche, inevitabilmente, tutto.
«Tutto» non significa un delirio di onnipotenza,
ma il riconoscimento decisivo dell'interconnessione; non siamo separati.
Entrambe le cose, sia lo spazio aperto e libero del «niente»
sia l'interconnessione del «tutto»
ci risvegliano alla nostra vera natura.
Questa è la verità con cui ci mettiamo in contatto quando meditiamo:
un senso di unità oltre la sofferenza.
È sempre presente;
dobbiamo soltanto riuscire ad accederle.
(Sharon Salzberg)
Perché aspettare? Che cosa stai aspettando esattamente?
Qualcuno cui dare ciò che hai sempre desiderato?
Un treno che venga giù dal cielo per portarti dei doni?
Ma nulla di ciò che potrebbe accadere potrebbe mai essere buono e prezioso quanto te.
Ciò che ti trattiene dall'essere, dall'essere presente, non è altro che la speranza nel futuro;
la speranza in qualcosa che deve accadere tiene in vita una certa fantasia sul futuro.
Ma questa è un miraggio; non ci arriverai mai.
Il miraggio ti trattiene dal vedere l'evidenza, la preziosità dell'essere.
È una grande distorsione, una grande incomprensione di ciò che può darti soddisfazione.
Quando insegui un miraggio stai rifiutando te stesso.
(A. H. Almaas)
La purificazione di sé, il cammino della ricerca spirituale,
non richiede più di isolarsi, di ritirarsi in un isolamento fisico.
Ad esempio, se volete imparare lo yoga, le asana, il pranayama,
andrete da qualche parte per sei mesi, nove mesi, un anno, ma questo non è isolamento.
Così come andate a scuola o all'università, potete andare nei centri di vipassanâ o di yoga,
e spendere un anno o due per apprendere.
La solitudine necessaria per imparare non è un ritirarsi, non è isolamento.
Anche su questo sentiero, l'apprendimento è necessario
e a questo scopo è necessario anche passare qualche tempo in solitudine,
ma l'interno e l'esterno sono la stessa cosa.
(Vimala Thakar)
Ciascuno di noi deve trovare la sua pace dentro di sé.
E la pace per essere reale deve essere indipendente dalle circostanze esterne.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1929)
Ridiamo degli sforzi che fa il cervo muschiato
per trovare la fonte del profumo che promana dal suo stesso corpo
e ci disperiamo per l'inanità dei nostri sforzi di trovare la pace
che è la nostra stessa natura.
(Ramakrishna)
Tu dormi ed entri nello stato di sogno. Nel sogno t'arrabbi e picchi qualcuno.
In quello stato le mani e il corpo si muovono come se effettivamente picchiassi qualcuno.
Ci sono persone che durante il sonno camminano.
Nel sogno puoi far sesso con una donna e avere una polluzione di liquido seminale.
Ora, rifletti: in effetti non c'era nessuno che tu potessi picchiare, così come non c'era alcuna donna,
ma è semplicemente successo che i tuoi pensieri e condizionamenti mentali
hanno prodotto i movimenti del corpo che hanno causato la polluzione.
Questo è il punto più importante da capire: se i condizionamenti mentali inconsci
e i pensieri involontari possono produrre tutto questo effetto sul tuo corpo,
quale potrà essere il risultato di pensieri intenzionali e deliberati?
(Baba Faqir Chand)
Fa' il tuo dovere, ma mantieni la consapevolezza della realtà ultima.
Prenditi cura di moglie, figli, padre e madre
e trattali come se fossero per te la cosa più preziosa;
ma sappi, nel tuo cuore, che non ti appartengon